
L’origine dei fatti ieri mattina intorno alle ore 9,30 quando i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza, proprio allo scopo di verificare la regolare assunzione dei lavoratori in un azienda del paese, che solo un mese fa aveva visto lo stesso imprenditore essere denunciato per aver avuto alle dipendenze un lavoratore clandestino, si portavano presso lo stabilimento aziendale, trattante la produzioni di sacchi, constatando la presenza di 5 persone intente a lavorare, tra cui lo stesso proprietario dell’azienda. Due dei cinque presenti risultavano essere impiegati illecitamente in quanto sprovvisti di permesso di soggiorno. Durante gli accertamenti emergeva che i due clandestini venivano retribuiti con una paga oscillante tra i 15 e i 30 euro ovvero in base al numero di sacchi che producevano nella giornata lavorativa. La retribuzione infatti prevedeva un compenso di 20 centesimi a sacco prodotto. Ravvisando una vera e propria attività di sfruttamento dei due lavoratori, che per loro stessa ammissione dovevano provvedere in proprio alle spese per il vitto, l’alloggio e di viaggio, l’imprenditore veniva arrestato in flagranza di reato in ordine ai citati riferimenti normativi violati. Oltre alle conseguenze penali sono seguiti anche provvedimenti amministrativi avendo i carabinieri riscontrato l’impiego in nero di 2 lavoratori su 5 pari al 40% del totale dei dipendenti presenti sul luogo di lavoro. Ai sensi delle attuali norme di legge, l’attività aziendale veniva immediatamente sospesa dagli operanti che procedevano anche nei confronti del titolare comminandogli una maxi multa. Denunciati, invece, a piede libero alla stessa Procura reggiana per il reato di clandestinità, i due operai cinesi una 31enne ed un 32enne, entrambi domiciliati a Reggio Emilia.

