
Un progetto di ampio respiro che andrà a disegnare una struttura multicampus fatta di 14 plessi – dieci all’interno della città metropolitana di Bologna e i restanti nelle quattro provincie della Romagna – portando ad un incremento di circa il 12% di aule, del 28% per sale studio e biblioteche, del 18% per gli spazi di ricerca e a più di 1000 nuovi alloggi per studenti.

Nel Complesso dell’Ospedale Universitario Sant’Orsola è in programma la realizzazione di due nuovi interventi pensati per garantire lo sviluppo delle attività di ricerca e di servizio agli studenti dell’area medica. Negli spazi del comparto Berti Pichat troveranno invece nuova collocazione i più prestigiosi enti di ricerca nel campo delle scienze fisiche, mentre il completamento del plesso Battiferro permetterà di riunire le aree della Chimica, di Farmacia-
Biotecnologie e di Astronomia. A Ozzano sarà dislocato l’archivio centralizzato di Ateneo e verrà realizzato un nuovo centro faunistico. La sede di Imola sarà potenziata grazie alla realizzazione di nuovi servizi per gli studenti nel comparto dell’Osservanza.

Un piano, insomma, che ottimizza e amplia l’articolata distribuzione territoriale dell’Alma Mater, coniugando le esigenze della didattica e della ricerca con quella dei servizi agli studenti. Uno sforzo e un investimento finanziario che darà i suoi frutti nel tempo e che consentirà di garantire il mantenimento del livello di eccellenza e di prestigio che l’Università di Bologna ha conseguito nella sua storia millenaria.

