
Così il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli si è rivolta al sindaco Luca Vecchi e al pubblico che l’ha accolta ieri a Reggio Emilia nel corso di una visita, promossa dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, in chi il ministro ha avuto l’opportunità di apprezzare direttamente gli spazi e le attività della scuola d’infanzia comunale Diana.

“Non possiamo che essere orgogliosi, ma anche stimolati a fare ancor meglio – ha aggiunto – dal fatto che nella nuova legge sulla scuola italiana vi sia un importante contributo di pensiero e conoscenza dell’esperienza educativa reggiana, nata dalla nostra comunità, dalla filosofia di Loris Malaguzzi e dalla consapevolezza dei diritti dei bambini. Sull’Educazione, Reggio Emilia ha una storia e indubbiamente una serie di risultati importanti. A questa esperienza è connaturata una vocazione innovativa che, in passato come oggi, ci spinge in avanti. Credo che tutto questo abbia contribuito a fare dell’Educazione la competenza distintiva della città: ora siamo grati, e ci sentiamo ancor più responsabili su questo tema, sapendo che il ‘modello’ educativo reggiano è alla base anche di norme che riguardano tutti gli italiani e in particolare le nuove generazioni del nostro Paese”.
A Reggio Emilia, le scuole dell’infanzia scolarizzano più del 92% dei bambini, mentre ai nidi d’infanzia è iscritto il 43% dei più piccini: percentuali ben oltre la media nazionale e, nel caso dei nidi, oltre gli standard europei. Sempre in campo nazionale, la Fondazione Reggio Children è impegnata, sul piano progettuale e insieme con Enel Cuore onlus, nel progetto Fare Scuola per la riqualificazione di 60 scuole: un altro veicolo di diffusione italiana del Reggio Emilia Approach.

Il ministro Fedeli, in tema di collaborazione fra ricerca ed educazione, ha anche evidenziato la validità del Cluster su tecnologia e digitale ed educazione che vede Unimore e Reggio Children fra gli attori principali: “Una sperimentazione da sostenere e diffondere”. E ha aggiunto che, quando si tratta di nuove tecnologie, serve prioritariamente occuparsi anche di “qualità dei contenuti diffusi”, perché “semplificare non basta”.
Nella visita al Diana – dopo l’incontro nell’aula Magna di palazzo Dossetti a cui hanno preso parte fra gli altri il rettore Angelo Oreste Andrisano e il professor Alberto Melloni docente alla stessa Unimore – il ministro è stata accompagnata da pedagogiste, insegnanti, atelieriste e dall’assessore all’Educazione e alla Conoscenza Raffaella Curioni, dal presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia Nando Rinaldi (che ha portato il saluto anche della presidente della Fondazione Reggio Children Carla Rinaldi, impossibilitata a intervenire per un imprevisto) e dal direttore dell’Istituzione Paola Cagliari, dalla presidente di Reggio Children srl Claudia Giudici.

