
Il grave episodio di cronaca risale alla notte del 26 giugno scorso quando il 20enne, che in sella alla sua bicicletta percorreva via Ponchielli in compagnia di un amico, ha incrociato due ragazzi a bordo di una bicicletta. Mentre uno dei due la guidava, l’altro era in piedi sul portapacchi posteriore. I due affiancavano la vittima dapprima chiedendogli una sigaretta per poi, avutane risposta negativa, hanno incominciato a schernirlo. All’incrocio tra via Premuda e via Bixio i due tagliavano la strada al 20enne impedendogli di fatto di proseguire la marcia verso casa. Il ragazzo che era in piedi sul portapacchi posteriore avvicinava la vittima intimando di consegnargli la bicicletta. Successivamente gli ha sferrato un calcio con l’intento di colpirlo in faccia che veniva schivato dal 20enne mentre l’amico a questo punto impaurito fuggiva. A questo punto i due malviventi prese due bottiglie di vetro dal vicino cassonetto della spazzatura le infrangevano e sotto la minaccia dei cocci di vetro si facevano consegnare bici per poi dileguarsi velocemente in direzione della rotatoria di via Premuda, facendo perdere rapidamente le loro tracce. Quindi la denuncia per rapina formalizzata dal 20enne ai carabinieri della stazione di Corso Cairoli che al riguardo avviavano le indagini.
I militari forti delle descrizione dei due “baby rapinatori” svolgevano indagini tra i giovani in età scolare acquisendo i primi elementi di riscontro tra gli ambienti giovanili che conoscevano con i relativi soprannomi due giovani rispondenti alle descrizioni in possesso dei carabinieri. Acquisiti tali elementi i militari analizzavano vari profili facebook fino a individuarne due registratisi proprio con i soprannomi dei due ragazzi su cui erano rivolte le attenzioni investigative. Nel proseguo delle indagini i carabinieri della stazione di Corso Cairoli acquisivano incontrovertibili elementi di responsabilità a carico dei due tra i quali l’unico riconoscimento operato dalla vittima e dal suo amico testimone sottoposti ad apposita seduta di individuazione fotografica. Alla luce di quanto accertato il 18enne e l’amico 17enne venivano quindi denunciati alle competenti autorità giudiziarie (procura ordinaria e quella dei minori felsinea) con l’accusa di concorso in rapina aggravata. Sui evidenziatisi quali “bulletti” negli ambienti giovanili cittadini sono ora rivolte le attenzioni dei carabinieri di Corso Cairoli che intendono verificare se gli stessi si siano resi responsabili di analoghe condotte delittuose nei confronti ti di altri ragazzi che magarti per paura di ritorsioni non hanno nemmeno denunciato i fatti –reato subiti.

