
Il ragazzo, in evidente stato di ebbrezza alcolica, presentava un vistoso sanguinamento alla testa. Al riguardo i due fidanzati riferivano che circa mezz’ora prima (ore 3 del mattino), mentre a piedi camminavano lungo via Fornacelle venivano affiancati da un veicolo, di colore scuro, dal quale scendevano tre uomini sconosciuti, indicati come di origine nordafricana, che cercavano di impossessarsi della borsa tenuta dalla ragazza senza riuscirci per l’intervento del fidanzato che interveniva a difesa della ragazza riportando un “trauma cranico contusivo policontuso” giudicato guaribile in 4 giorni dai sanitari dell’ospedale di Reggio Emilia dove il giovane veniva condotto a mezzo ambulanza.
Forse pensavano di espletare una mera formalità congedandosi dai Carabinieri con estrema tranquillità dopo aver riferito dell’aggressione, invece successivamente i due fidanzati sono stati convocati in caserma per dettagliare alcune falle del loro racconto. I due messi con le spalle al muro alla fine cedevano confessando ai carabinieri che li incalzavano con le domande di essersi inventati tutto. Il ragazzo in preda ai fumi dell’alcol era caduto accidentalmente a terra procurandosi la ferita alla testa. Non hanno saputo giustificare nemmeno loro il motivo di tale condotta limitandosi a dire che alla vista della pattuglia dei carabinieri, nel timore di eventuali conseguenze, sono stati fermi nel confermare l’accaduto che la ragazza aveva mendacemente riferito al cittadino a cui aveva chiesto aiuto. I due sono stati quindi denunciati per concorso in simulazione di reato e procurato allarme.

