
A distanza si alcuni giorni dal perfezionamento dell’acquisto il 30enne veniva contattato dall’acquirente il quale gli riferiva di alcuni problemi di funzionamento della scheda. Durante i successivi contatti telefonici il venditore arrivava ad intuire la possibile causa del problema ovvero l’errato posizionamento del processore all’interno del socket della scheda madre. In quest’ultimo caso infatti i pin del socket si piegano impedendo il corretto funzionamento del PC. Dopo aver chiesto alcune fotografie dalle quali verificava quanto sostenuto, l’acquirente continuava con lamentele, poi rivelatesi pretestuose e strumentali, tanto ad arrivare a contestare il pagamento a Paypal che bloccava la transazione. Grazie alla mediazione di Paypal veniva stabilito che la scheda madre rientrasse nelle mani del venditore prima della restituzione della somma a favore dell’acquirente. Accordatisi per tale soluzione, il venditore riceveva il pacco speditogli dall’acquirente ma nell’aprirlo constatava che all’interno vi erano dei pezzi di legno. Materializzato di essere rimasto vittima di un raggiro il 30enne si rivolgeva ai carabinieri di Boretto formalizzando la denuncia per truffa. Dopo una serie di riscontri tra l’utenza telefonica e le coordinate del conto Paypal ove erano stati versati i soldi i Carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sull’odierno indagato nei cui confronti venivano acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al reato di truffa per la cui ipotesi delittuosa venivano denunciati.

