
Oltre ai familiari interverranno Mirella Rossi, assessore alla Pace e Diritti Umani e Caterina Lusuardi, presidente dell’associazione Jaima Sahrawi.
L’obiettivo è sensibilizzare la cittadinanza su questa importantissima iniziativa in vista della prossima estate. Il progetto prevede l’accoglienza dei bimbi profughi durante 3 settimane di luglio. Il soggiorno non è una semplice vacanza, ma consente loro di vivere esperienze e opportunità importanti, altrimenti precluse dalla difficile vita nei campi dei rifugiati: una migliore alimentazione, la possibilità di sottoporsi a controlli medici, la possibilità di conoscere un diverso ambiente.
Durante la permanenza in famiglia i bambini saranno inseriti nei campi gioco estivi per favorire l’incontro e la conoscenza con coetanei locali.
A chi si rendesse disponibile a ospitare un bambino o una bambina nella propria famiglia si chiede di offrire vitto e alloggio. Chi fosse interessato può contattare Elisa Bonacini al numero 333.4866470, oppure scrivere a e.bonacini@comune.albinea.re.it.
Nel 2017 sono stati sette i piccoli provenienti dal deserto a sud ovest dell’Algeria arrivati ad Albinea nell’ambito del progetto “Jaima tenda-estate 2017”.
Il gruppo, di età compresa tra gli 8 e 10 anni, era composto quattro femmine e tre maschi. Nei 18 giorni trascorsi nel nostro comune hanno frequenteranno il campo giochi della scuola elementare insieme ai coetanei italiani, si sono dedicati ad attività ricreative e culturali. Sono inoltre stati sottoposti a viste mediche per appurare il loro stato di salute e hanno partecipato a incontri istituzionali.
Dal 2002 Albinea conferma il suo sostegno a questa popolazione, in virtù della sottoscrizione del Patto di Amicizia con Bik Lahlou. Da 16 anni l’amministrazione è impegnata a cercare ogni forma di sostegno al percorso di autonomia che i sahrawi hanno faticosamente avviato. Il progetto, di cui anche i bambini fanno parte, condiviso con molte altre realtà reggiane, si prefigge diversi obiettivi: primo fra tutti quello di offrire loro la possibilità di beneficiare di condizioni di vita più consone al loro sviluppo, allontanandoli momentaneamente da condizioni climatiche estreme, e garantendo loro controlli medici periodici.

