
Tutto ha avuto inizio domenica notte, poco dopo l’una, quando il 23enne, rientrato a casa dopo aver trascorso una serata con gli amici, prendeva il cellulare della compagna trovando nello stato di whatsApp un numero telefonico non salvato dalla cui foto notava trattarsi di un suo amico. Sebbene in assenza di messaggi “compromettenti” l’uomo andava su tutte le furie e colto da un vero e proprio raptus di gelosia dapprima incominciava ad offendere con i peggiori epiteti la compagna invitandola a uscire di casa. Non soddisfatto dalle parole passava ai fatti e davanti al figlioletto di 10 mesi prendeva a testate la donna, le morsicava la mano tirandole i cappelli. Riuscita a divincolarsi la ragazza prendeva il cellulare chiamando il padre che a sua volta allertava il 112 dei carabinieri.
Sul posto giungeva un equipaggio del nucleo radiomobile della compagnia di Reggio Emilia che appurati i fatti conducevano l’uomo in caserma affidando la ragazza al padre nel frattempo giunto che la conduceva in ospedale dove dopo essere stata curata veniva dimessa con una prognosi di 3 giorni per i traumi riportati a seguito della condotta violenta del compagno. Quindi la denuncia formalizzata dalla ragazza dalla quale emergeva, tra l’altro, che già nel recente passato era stato oggetto di violenze da parte del compagno che alla luce dei fatti accertati veniva arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia aggravati per averli posti in essere davanti al figlioletto e lesioni personali.
Da registrare che all’atto dell’arrivo dei carabinieri gli stessi militari assistevano al tentativo di aggressione dell’uomo nei confronti della compagna che non andava a buon fine grazie proprio ai carabinieri che bloccavano l’uomo vincendone la resistenza.

