
Ora non è tempo di distinguo: su Sergio Marchionne scriveranno trattati di economia e di moderne relazioni sindacali negli anni a venire. A noi interessa la continuità del suo progetto che per gli stabilimenti modenesi ha significato una crescita importante negli anni della sua presidenza. A Maserati le nuove vetture previste nel piano e non ancora assegnate, a Ferrari la conferma del marchio leader nel mondo e la crescita degli investimenti in ricerca e sviluppo, in CNH l’arrivo di nuove lavorazioni e macchinari capaci di farci mantenere la leadership della componentistica per trattori.
Ci rendiamo conto che il cambiamento repentino e l’accelerazione con cui sono maturati gli ultimi eventi lascino in tutti noi e nei lavoratori del gruppo un senso di profonda preoccupazione. Come sindacato maggiormente rappresentativo della realtà modenese, forte di oltre 6500 dipendenti assunti e di un incalcolabile indotto e ricchezza, dovremo assicurarci che alla preoccupazione si dovrà sostituire la certezza che le scelte saranno fatte nell’interesse del territorio e dei lavoratori.

