
Nel mirino degli investigatori atti diretti a condizionare o alterare il procedimento di scelta su tre appalti e affidamenti indetti dall’Ausl per il dipartimento Salute mentale – Dipendenza patologiche, di cui uno concesso e due revocati in corso d’opera, per un importo complessivo di oltre 3 milioni di euro. Secondo l’accusa i bandi sarebbero stati predisposti per essere ‘cuciti addosso’ alle caratteristiche della onlus.
Dall’analisi della documentazione cartacea e informatica acquisita nel corso delle indagini sarebbero emersi numerosi scambi di e-mail, informazioni e documenti relativi ai bandi in questione che, sempre secondo l’accusa, hanno “smascherato l’esistenza di connivenze e contatti illeciti tra dirigenti e i funzionari dell’Ausl e i responsabili della onlus”.

