
“Le attività di pesca illegale hanno contribuito a indebolire la biodiversità nel Po e a diminuire il numero di esemplari di specie autoctone, come lo storione e l’anguilla. Per questo vogliamo intervenire con decisione e in maniera coordinata affinché vengano tutelate la fauna e le attività di pesca legale”, hanno dichiarato gli assessori regionali con delega alla Pesca di Emilia-Romagna e Lombardia, Simona Caselli e Fabio Rolfi, presenti questa mattina a Palazzo Lombardia per il tavolo interregionale. “Ora faremo una verifica su questi 166 punti di attracco per capire quali siano già utilizzati e concentrare meglio le energie”.
“È essenziale riuscire a fornire alle Forze dell’ordine uno strumento innovativo per consentire di intervenire in modo mirato ed efficace- ha spiegato il segretario generale dell’Autorità di Bacino, Meuccio Berselli-. Stiamo ultimando una rilevante attività di analisi nel dettaglio delle necessità e questo diventerà a breve un mezzo prezioso per intervenire. Così, chi avrà il compito di vigilare per scongiurare il grave fenomeno del bracconaggio sul Po potrà contare su conoscenze approfondite del territorio e tecnologie digitali avanzate”
Il piano operativo prevede un potenziamento delle Forze di Polizia provinciale e locale anche con adeguamento delle attrezzature per il controllo notturno e la navigazione.
Punti di imbarco pesca, sbarco e sosta degli automezzi di appoggio utili ed utilizzati nell’attività di bracconaggio per ogni provincia:
Ferrara 8 – Parma 14 – Piacenza 16 – Reggio Emilia 11 – Lodi 46 – Mantova 13 – Cremona 7 – Pavia 42 – Rovigo 9
TOTALI 166

