
In regione, continuano peraltro a ridursi le imprese di nati in Italia (-1,1 per cento), mentre a livello nazionale il calo è più lento (-0,5 per cento).
Riguardo alle imprese straniere, l’Emilia-Romagna è la decima regione per crescita, meno dinamica, sotto questo profilo, rispetto al Veneto (+2,4 per cento) e Lombardia (+1,6 per cento).
I settori di attività economica. I numeri migliori sono quelli del settore dei servizi, che con 594 imprese in più, aumenta del 2,4 per cento. Qui la tendenza non deriva tanto dal lieve aumento nel settore del commercio (+27 imprese, +0,2 per cento), quanto dal più rapido e ampio incremento nell’aggregato degli altri servizi diversi (+567 imprese, +4,4 per cento).
Rallenta, ma si conferma, la crescita della base imprenditoriale estera dell’industria (+1,7 per cento, +86 unità).
Nelle costruzioni c’è un piccolo aumento (+0,7 per cento, 119 unità). Infine, si conferma elevata la crescita in agricoltura (+5,0 per cento), per quanto resti un settore ancora marginale.
La forma giuridica. La spinta deriva dalle società di capitale (+633 unità, +13,4 per cento), sostenute dall’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Questa ha contribuito però a comprimere la dinamica delle società di persone (+0,4 per cento). Nonostante un sensibile rallentamento, il secondo contributo alla crescita viene dalla dinamica delle ditte individuali (+227 unità, +0,6 per cento). Invece, diminuiscono chiaramente le cooperative e i consorzi (1,5 per cento).

