
Sindaci e amministratori locali, categorie economiche e associazioni d’impresa, sindacati, università e Terzo settore – riuniti nel Patto per il Lavoro – si sono riuniti questa mattina in Regione su invito del presidente Stefano Bonaccini, presente la neo-ministra delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli.
Dopo la grande manifestazione del marzo scorso, che aveva mobilitato tutti i firmatari del Patto per chiedere lo sblocco delle opere, oggi hanno ribadito insieme alla ministra De Micheli la necessità di aprire finalmente i cantieri di opere dai progetti e finanziamenti definiti, attese dai territori per la competitività, la mobilità più sostenibile e il decongestionamento delle aree urbane e per far ripartire un comparto importante. Contribuendo in maniera decisiva a liberare la viabilità nazionale vista la posizione dell’Emilia-Romagna, al centro del Paese.
“Prima di tutto voglio ingraziare la ministra De Micheli – afferma Bonaccini – perché la sua disponibilità a questo incontro, a pochi giorni dalla nomina, è già segno di rispetto per il nostro territorio. Ho voluto riunire il Patto per il Lavoro perché insieme abbiamo inserito le infrastrutture fra le priorità e stiamo sbloccando una a una quelle ferme da troppo tempo. I nuovi dati Istat su lavoro e export dicono mentre il Paese è fermo l’Emilia-Romagna cresce, ma non ci basta, vogliamo garantire ancora di più la qualità dell’occupazione, estendendo i diritti, e perché se l’Emilia-Romagna continua a trainare l’economia è un beneficio per tutti, non solo a livello locale”.
“Qui abbiamo le carte in regola – prosegue Bonaccini-. A fine legislatura, in 5 anni avremo mobilitato 20 miliardi di euro di investimenti grazie alle misure condivise con le parti sociali, di cui una quota importante è stata impiegata nel trasporto su ferro, segno del nostro impegno per la mobilità sostenibile. Alcune infrastrutture sono necessarie, dobbiamo continuare a spendere presto e bene per non fermarci e non perdere opportunità fondamentali e quindi far ripartire i grandi investimenti. In particolare, Passante di Bologna, Bretella Campogalliano-Sassuolo e Cispadana, sulla quale siamo pronti a investire altri 100 milioni di euro, diventano vitali. Al più presto si faccia partire la Campogalliano-Sassuolo e si convochi la Conferenza dei servizi sul Passante di Bologna. Sblocchiamo i cantieri bloccati dalla politica, nell’interesse dell’Emilia-Romagna e dell’Italia”, chiude il presidente della Regione.
Tutti i rappresentanti delle parti sociali e i componenti il del Patto del Lavoro intervenuti hanno ribadito l’importanza dell’incontro, chiesto l’avvio dei lavori e indicato altre opere prioritarie, che hanno bisogno di un input forte, a partire dal porto di Ravenna.

“E dico subito- prosegue-: ora acceleriamo sulle tre infrastrutture più urgenti. A partire dal Passante di Bologna e dalla Bretella Campogalliano-Sassuolo che sottoscriverò a giorni, in continuità con quanto deciso dal precedente ministro. Inoltre, nominerò il Commissario per il Porto di Ravenna lunedì pomeriggio. Sono consapevole che questo ministero è leva di sviluppo, in termini immediati e prospettici a livello europeo. Il processo decisionale che adotterò sarà quello di una discussione profonda e senza veli che faremo, soprattutto coi nostri alleati di governo, discussione cui seguirà la decisione e l’azione perché abbiamo bisogno di decidere, rafforzando le regole della sicurezza e usando al meglio le norme che già abbiamo, di velocizzare la nostra capacità di spesa. Dobbiamo essere in grado di usare le risorse che abbiamo per le infrastrutture perché questo è fondamentale per il negoziato europeo e la strategia nazionale del prossimo anno”.
“Acceleriamo quindi ciò che c’è già – sottolinea la ministra -. La continuità amministrativa è un valore da difendere. E aggiungo anche che ambiente e sostenibilità saranno il mantra e la scelta strategica di questo governo, perché gli investimenti ‘green’ non sono una zavorra ma producono reddito e ci rendono più competitivi. Insieme a questo il tema della casa e della rigenerazione urbana sarà una priorità nella prossima legge di bilancio per dare un segnale al Paese anche in termini sociali.
“Voglio parlare coi fatti – chiude De Micheli -. Aiutatemi ad essere uno dei tanti strumenti di sviluppo che le istituzioni nazionali devono mettere al servizio dei territori”.

