
E’ questo il commento di Ciro Donnarumma, della Segreteria regionale Cisl, che nel denunciare “l’imbarazzante scaricabarile a cui si è assistito con gli ultimi due governi”, ha precisato come, “con la sentenza del Consiglio di Stato del febbraio 2018, i criteri per la ‘qualifica di rifiuti’ non possono essere più definiti dalle Regioni o da enti da essa delegati, decisione che di fatto ha comportato per le Regioni il blocco di tutte le nuove autorizzazioni (ed i rinnovi di quelle già rilasciate)”.
“Se questa situazione non dovesse mutare rapidamente, se non dovesse esserci la possibilità di rinnovare a queste 40 aziende che riciclano rifiuti le autorizzazioni in scadenza, ci sarebbero disastrose ripercussioni sui percorsi di transizione verso l’economia circolare, visto che uno dei criteri fondamentali è proprio l’incentivazione alla sostituzione di materie prime vergini con materiali provenienti da filiera di recupero, così come sarebbero disastrose le conseguenze occupazionali del settore. Infatti, oltre a tutti i Comuni impegnati nella raccolta differenziata, il coinvolgimento riguarderebbe cartiere, aziende del settore legno, della meccanica, del tessile e dell’ alimentazione”, ha continuato Donnarumma.
Da più di un anno, a più riprese, auspichiamo che il governo intervenga con una modifica d’urgenza delle norme di settore (in particolare, con riferimento all’art. 184-ter del D.lgs. 152/2006) facendo sì che la legislazione statale dia alle Regioni e alle Province autonome le competenze sul rilascio delle autorizzazioni. Tuttavia, al momento, le molte promesse sono state vane”, ha continuato il sindacalista.
“Ciò che la Cisl chiede è un intervento organico e definitivo, dato che in Italia la normativa è ancora fumosa, e chi vuole recuperare gli scarti di lavorazione per dar loro nuova vita spesso si ritrova con il rischio di essere condannato per aver commesso vari reati”. ~“Attraverso la normativa “End of Waste” si legittima la trasformazione di un costo (rifiuto) in valore (non-rifiuto). È un processo che richiede di essere disciplinato con cura e trasparenza per evitare truffe e danni all’ambiente, sebbene ultimamente questo quadro già complicato sia stato reso ancor meno fluido dalle complicanze del decreto ‘Sblocca cantieri’, ha concluso Donnarumma.

