
Il 6 dicembre, infatti, l’azienda reggiana ha chiesto al Tribunale di Reggio il concordato preventivo in ragione, si legge, del perdurante stato di crisi del settore e della marcata contrazione delle marginalità «che hanno pesantemente inciso sul conto economico». Futuro a rischio, insomma, per l’azienda e per i suoi dipendenti -15 impiegati e 28 operai – per i quali si prospetta, come da incontro con le RSU dello scorso 16 dicembre, un anno di cassa integrazione, in attesa degli sviluppi del caso.

