“Sono veramente moltissime – dichiara Massimo Becchi presidente delle guardie ecologiche di Legambiente – le discariche abusive presenti nella nostra provincia, con ogni tipo di rifiuti abbandonati, dalle autovetture al cemento-amianto, teli di plastica, elettrodomestici, mobilio e batterie esauste di automezzi”.

“Queste sono solo alcune delle tipologie di rifiuti che noi come Guardie Ecologiche troviamo sul territorio, volontari che nel tempo libero, seguendo percorsi e strade non troppo trafficate e secondarie, scovano regolarmente senza troppa fatica. Sono circa 50 le segnalazioni inviate ai Comuni da inizio anno, per accertare a chi spetta la bonifica dei luoghi o la rimozione degli autoveicoli. Troppo spesso però è l’ente pubblico a dover sostenere i costi di questa inciviltà, mandando aziende specializzate sul territorio per la rimozione del tutto. E non è detto che non si riformino dopo poche settimane.
Particolarmente “frequentate” sono le arterie viarie secondarie e le case coloniche abbandonate, nei cui intorni si forma di tutto. E’ il caso dell’ultimo ritrovamento in via Strozzi a Reggio, con ogni tipo di rifiuto, in una realtà come quella reggiana dove non mancano le isole ecologiche. Sempre di più inoltre riscontrano – continua Becchi – la presenza di materiali potenzialmente pericolosi, come il cemento-amianto, scaricato in pacchi di lastre ben disposte sul loro pallet in legno, tutta opera certo non di un privato ma di ditte specializzate o imprese edili che poi abbattono i costi di smaltimento. Molte delle tipologie di materiale rinvenute sono infatti riconducibili ad attività professionali e non tanto a semplici cittadini, che non mancano, ma sono sempre meno. Anche in città il fenomeno è molto intenso, con rottami edili in primis, abbandonati nei luoghi più improbabili. Certamente è difficile cogliere sul fatto questi nuovi barbari, ma in alcuni casi è stato possibile: chiediamo il contributo anche dei cittadini, che ci segnalino targhe e mezzi sospetti. Il costo infatti delle bonifiche è a carico dei comuni, quindi della collettività. Solo con una vigilanza più attenta si possono ridurre questi fenomeni, che avvengono perlopiù dalle prime ore serali ed anche nei giorni festivi”.