
L’intesa si propone, da una parte, di assicurare un alloggio agli infermieri che le due Aziende sanitarie stanno assumendo in questi giorni per far fronte all’emergenza, quando non residenti a Bologna e con necessità di trovare un alloggio anche temporaneo per potersi trasferire e iniziare a lavorare nei nostri ospedali.
L’intesa darà, dall’altra parte, l’opportunità di dormire vicino agli ospedali a tutti quei medici e quegli infermieri già in servizio nella sanità bolognese che vogliono continuare a lavorare nel proprio reparto ma temono tornando a casa di contagiare i propri famigliari. In questo caso le Aziende stanno mettendo a punto i criteri per una graduatoria che consenta di gestire la richiesta, non quantificabile in modo preventivo.
Per realizzare l’operazione Federalberghi ha messo a disposizione strutture alberghiere capaci di soddisfare la richiesta ad una tariffa convenzionata, fortemente ridotta rispetto a quelle ordinarie, come già fatto in occasione del sisma che aveva colpito l’Emilia. Il Comune di Bologna ha, da parte propria, compiuto i passaggi formali necessari per poter non riscuotere l’imposta di soggiorno per chi pernotterà in base a questa convenzione in albergo.
“Dopo l’esperienza del sisma non avevo alcun dubbio della risposta positiva dei soci, tuttavia ricevere telefonate di colleghi che hanno chiuso gli alberghi e che si sono detti disponibili a riaprire anche per una sola camera, mi ha commosso e mi ha reso veramente orgoglioso di rappresentarli – afferma il presidente di Federalberghi Bologna Celso De Scrilli – É un momento difficile, mai vissuto prima. Il turismo e quindi i nostri alberghi sono stati i primi, già da febbraio, ad essere stati economicamente travolti e che necessitano di sostegno da parte delle istituzioni, ma oggi è il momento di mettersi a disposizione della collettività, facendo anche noi la nostra parte”.
I costi dell’acquisto delle camere saranno interamente sostenuti dai fondi raccolti in questi giorni con la campagna “più forti insieme” lanciata dalla Fondazione Policlinico Sant’Orsola Onlus che in questa emergenza lavora a sostegno del personale di tutti gli ospedali di Bologna coinvolti nella lotta al Coronavirus. L’alloggio resterà a disposizione dei beneficiari per un mese, rinnovabile a due in base all’andamento dell’emergenza e ai risultati della raccolta fondi.
“Grazie alla generosità di Bologna – ha commentato il presidente della Fondazione Giacomo Faldella – possiamo anche con questa operazione sostenere in modo concreto chi lavora ogni giorno in prima linea per difendere e curare tutti noi. La disponibilità di posti letto potrà ampliarsi ancora grazie a un accordo che stiamo perfezionando con Camplus Apartments e ad altri accordi anche con altre Onlus che possono avere a Bologna disponibilità di stanze e strutture. Tutti insieme possiamo davvero vincere anche questa prova”.
“Ringrazio gli albergatori e Ascom – ha commentato l’assessore alla cultura e marketing territoriale Matteo Lepore – per avere messo a disposizione le proprie strutture per ospitare medici e infermieri che vengono da altre città e chi deve trovare un alloggio per proseguire la propria attività. Un ringraziamento speciale va a medici, infermieri e tutto il personale ospedaliero che in queste settimane sta lavorando senza sosta per aiutarci a superare questa emergenza. Questa opportunità la dobbiamo alla Fondazione Sant’Orsola che ha organizzato e sta coordinando questa importante operazione di assistenza e, soprattutto a tutte le persone che con le loro donazioni contribuiscono a questo progetto”.

