
La prima è una doppia camera protetta di bio-contenimento mobile che consente l’incontro tra i familiari e i degenti in strutture sociosanitarie assistite, senza che vi sia possibilità di contatto tra le persone esterne e interne alla struttura, grazie alla sanificazione degli occupanti mediante nebulizzazione ad alta pressione di un sanificante prima dell’accesso. L’ospite entrando nella camera mediante l’unica porta di accesso, attraversa un arco costituito da un tubolare sul quale sono installati ugelli nebulizzatori che, alimentati da un sistema pompante ad alta pressione (nell’intervallo tra 50 e 120 bar) nebulizza l’igienizzante in modo capillare, consentendo la penetrazione dello stesso all’interno delle fibre dei tessuti e allo stesso tempo senza dare la fastidiosa sensazione di tessuto e/o pelle bagnata. La camera al suo interno è divisa da un telo in PVC trasparente in due ambienti confinanti, ma non collegati tra loro. Tale separazione consente l’incontro tra persone cagionevoli di salute con i propri familiari senza il rischio di trasmettere un eventuale contagio, come è avvenuto nel corso del pomeriggio tra gli ospiti della struttura e i loro parenti.
La seconda è una camera di disinfezione gonfiabile, con un connesso metodo di controllo, pensata per la vestizione e svestizione con dispositivi di protezione individuale. Al suo interno passano gli operatori che curano pazienti affetti da Covid 19 o altre forti forme di infezione. Il metodo di controllo della protezione avviene mediante una depressione controllata e un sistema di sanificazione dell’aria contenuta internamente prima di essere dispersa nell’ambiente esterno. La struttura è a tenuta, per impedire che eventuali virus e/o batteri presenti al suo interno fuoriescano attraverso percorsi non controllati e gestiti.

All’inaugurazione oltre ai parenti di alcuni degli ospiti (a Monzuno sono 35 provenienti da Bologna e provincia) erano presenti i carabinieri di Monzuno, i vigili volontari e il sindaco Bruno Pasquini, che si è voluto complimentare con i gestori sia per essere riusciti a scongiurare i contagi chiudendo per tempo la struttura, sia per aver riaperto alle visite con questi strumenti di controllo sofisticati: «Sono contento di essere qui a presentare questa novità, che consentirà ai parenti di venire a trovare i loro cari ospitati nella struttura grazie a questo sofisticato sistema che rende le residenze più sicure di prima» ha commentato il primo cittadino.

