
«Condividiamo la volontà e l’estrema importanza di non chiudere il mondo della scuola – commentano Zanni e Malavasi – ma l’applicazione del comma 6 del nuovo Dpcm apre notevoli problematicità, rischiando di azzerare mesi di lavoro compiuto a livello locale. In questo momento il sistema scolastico provinciale sta funzionando, dopo diversi aggiustamenti migliorativi rispetto all’avvio dell’anno scolastico, anche grazie agli investimenti di oltre 2 milioni di euro fatti dalla Provincia su adattamento degli spazi, nuovi affitti e potenziamento della connettività digitale. Uno sforzo che stava portando frutti, così come il lavoro straordinario messo in campo da tutto il mondo della scuola, a partire dai dirigenti. La scuola, in questo momento, è l’ambiente più sicuro per i nostri studenti e a dimostrarlo sono anche i dati sanitari che segnalano come i focolai si stiano maggiormente sviluppando fuori da tali ambienti”.
“Il nuovo Dpcm, prevedendo di rimodulare completamente l’orario scolastico ed imponendo di entrare non prima delle nove, comporterà notevoli difficoltà a dirigenti, insegnanti, personale amministrativo e soprattutto a studenti e famiglie – continuano Zanni e Malavasi – Anche il lavoro sul trasporto scolastico, iniziato a maggio con Agenzia della mobilità e Seta, ha impiegato diversi mesi per mettere a punto un piano che fosse funzionale per tutto il territorio provinciale. È stato, ed è, uno dei temi più delicati e critici dell’avvio dell’anno scolastico. I trasporti sono stati adeguati da Agenzia ogni settimana in base all’orario provvisorio e continuamente mutato delle scuole, che hanno trovato notevoli difficoltà nel reperire insegnanti disponibili a coprire le cattedre vacanti. Da quest’ultima settimana, con l’orario divenuto pressoché definitivo e con un piano di potenziamento delle corse finalmente a regime, stavamo iniziando a vedere l’efficacia di questo immane lavoro e anche le segnalazioni di problemi stavano notevolmente diminuendo. Il nuovo Dpcm significa ripartire da capo e far emergere nuovamente le stesse identiche criticità appena concluse, senza contare che sarà impossibile predisporre un nuovo piano trasporti da oggi a mercoledì».
Dalla riunione di coordinamento dei Sindaci reggiani arriva quindi una proposta al ministro Azzolina: lasciare ai singoli territori la possibilità di organizzarsi in autonomia rispetto all’orario scolastico ed al conseguente piano trasporti. Una richiesta, dunque, di maggiore autonomia alle Province per garantire autonomia e flessibilità agli istituti in base alle diverse esigenze dei territori.
«Il cambio di orario ed il vincolo di non iniziare prima delle 9, in questo momento, è fortemente deleterio per tutto il sistema – concludono il presidente Zanni e la vice Malavasi – Continuiamo a lavorare con il massimo impegno e di concerto con dirigenti scolastici e le aziende di trasporti, mentre già oggi inizieremo a compiere tutti i passaggi istituzionali insieme alla Regione, ad Anci ed Upi per segnalare le nostre ragioni e comprendere le intenzioni del Ministero in vista di mercoledì prossimo, giorno dell’entrata in vigore del comma in questione».

