
All’arrivo dei militari, l’omicida era seduto su una panchina collocata lungo la strada e si stava piegando dalle risate perché si era voluto divertire telefonando al 112 e inventandosi di aver commesso un omicidio per il gusto di vedere come andava a finire una triste serata di novembre. Il giovane è stato denunciato per procurato allarme presso l’autorità, art. 658 del Codice penale: “Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516”.

