
Lo stato confusionale della bambina associato ad alcune tracce biologiche trovate sui suoi indumenti, aveva fatto insospettire la mamma che si era rivolta ai Carabinieri. Da qui l’avvio delle indagini che, grazie anche a evidenti riscontri di natura scientifica e con il supporto del personale sanitari specializzato, avevano consentito di inchiodare l’uomo dinanzi alle sue responsabilità. Gli esiti investigativi posti all’attenzione della magistratura, già a marzo del 2019, avevano consentito alla Procura reggiana di emettere nei suoi confronti un’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari, subito eseguiti dagli stessi militari.
Ieri, il 60enne è stato raggiunto da un provvedimento definitivo che gli impone di scontare una pena residua di 4 anni e 3 mesi per gli stessi reati. Per questo motivo, dopo aver ricevuto la notifica dai stessi Carabinieri è stato associato alla Casa Circondariale di Reggio Emilia.

