
A consegnare al sindaco Luca Vecchi la bandiera d’Europa in Sala del Tricolore è stato il senatore Roberto Rampi, segretario della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, primo vicepresidente della Commissione cultura, scienza e media. Presente anche Alessia Ciarrocchi, presidente della Fondazione E35.



Nei suoi primi 6 anni di attività, Fondazione E35 ha consolidato il proprio ruolo di facilitatore e connettore, dal livello locale, favorendo l’integrazione di temi ed esperienze tra i diversi attori del territorio, a quello globale, garantendo un accesso sempre più ampio e diffuso alle opportunità offerte da progetti, scambi e partenariati a livello europeo ed internazionale”.
Reggio Emilia dal 2010 – prima in Italia – ha aderito al network Città interculturali e dal 2020 è entrata a fare parte del gruppo di lavoro contro le discriminazioni composto da dieci paesi e dieci città in rappresentanza di 47 paesi. Negli ultimi anni – in sinergia con la fondazione Mondinsieme – la nostra città ha anche sviluppato alcuni progetti finanziati dal Consiglio d’Europa: la redazione delle raccomandazioni per le autorità locali per la diversità religiosa e un progetto che ha portato alla realizzazione di uno strumento per valorizzare la diversità in ambito economico e di impresa.
Questo riconoscimento alla città di Reggio Emilia è anche una conferma del ruolo e delle opportunità che possono generarsi dal lavoro di E35, Fondazione fortemente voluta dal Comune e nata nel 2015 da un progetto condiviso con Provincia, Fondazione Manodori, Camera di Commercio e Crpa, con l’obiettivo di promuovere il nostro territorio a livello europeo e internazionale e attrarre risorse economiche, competenze e partenariati internazionali. In sei anni di attività, la Fondazione ha ottenuto l’approvazione di 92 progetti, di cui 61 attualmente in gestione, per un finanziamento complessivo di 71,5 milioni di euro e una ricaduta sul territorio di oltre 21 milioni di euro. Svariati gli ambiti di intervento, che vanno dalla mobilità sostenibile all’adattamento climatico, dallo sviluppo economico alla partecipazione, dall’internazionalizzazione alla mobilità giovanile, dal dialogo interculturale all’inclusione sociale. Nel corso del 2021, la Fondazione ha ulteriormente implementato la propria attività di progettazione, presentando 32 nuove candidature per premi e finanziamenti europei, con l’obiettivo di supportare il territorio nel rispondere, in maniera trasversale e condivisa, alle principali sfide globali, tra cui: il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, la lotta al cambiamento climatico, la digitalizzazione, il contrasto alle povertà educative, l’economia sociale, la riduzione degli sprechi alimentari, la tutela dei diritti umani. Al di fuori del contesto europeo, la Fondazione ha continuato a sviluppare relazioni e progetti con i Paesi terzi, tra cui Mozambico, Palestina e Sudafrica, confermando l’importanza di questa dimensione di progettazione e collaborazione, in grado di coinvolgere diversi attori del territorio.
LA BANDIERA D’EUROPA – Il Consiglio d’Europa è la principale organizzazione di difesa dei diritti umani del continente. Include 47 Stati membri, tra cui i 28 membri dell’Unione europea. Tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa sono firmatari della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, un trattato concepito per proteggere i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto. Fin dalla sua istituzione nel 1949, il Consiglio d’Europa ha avvertito l’esigenza di dare all’Europa un simbolo nel quale i popoli europei potessero identificarsi. Il 25 ottobre 1955, l’Assemblea parlamentare sceglie all’unanimità un emblema di colore azzurro, raffigurante un cerchio di dodici stelle d’oro. Il 9 dicembre 1955, il Comitato dei Ministri adotta questa bandiera europea, inaugurata il 13 dicembre dello stesso anno a Parigi. Nel 1983 il Parlamento europeo adotta la bandiera creata dal Consiglio d’Europa e ne raccomanda l’uso in quanto emblema delle Comunità europee. Il Consiglio europeo approva la proposta nel giugno 1985. Le istituzioni comunitarie introducono l’utilizzo della bandiera nel 1986.
Da quel momento la bandiera europea si è imposta come il simbolo di un progetto politico comune che unisce tutti gli europei al di là delle diversità.


