
HANNO DETTO – Presentando l’iniziativa alla stampa, il sindaco Luca Vecchi ha detto: “L’utilizzo di beni confiscati alle mafie è un obiettivo da sempre condiviso, nonostante la complessità giuridico-amministrativa che sorregge questo genere di interventi. Quello che presentiamo oggi è il primo caso che si realizza a Reggio Emilia: la città può recuperare all’uso beni diversi scrivendoli di fatto al patrimonio del Bene comune. E questo avviene grazie a una proficua collaborazione fra il Tribunale di Bologna e il Comune di Reggio Emilia. Ci auguriamo che possano avvenire ulteriori iniziative in questo senso”.
“Siamo molto soddisfatti di questo risultato storico per Reggio Emilia – dichiara Lanfranco de Franco, assessore alla Casa e al Patrimonio del Comune di Reggio Emilia – Nella nostra città c’è un forte bisogno di soluzioni abitative per famiglie con difficoltà sociali e poter dare risposta utilizzando cinque alloggi sottratti in ambito di procedimenti giudiziari di stampo mafioso ha un valore doppio. Per Reggio Emilia è una prima volta e sappiamo che in generale non è facile l’utilizzo di questo tipo di immobili, speriamo di poter dare un contributo anche per far sì che in futuro ci sia un maggiore utilizzo di questi bene al servizio della collettività. Voglio ringraziare personalmente l’amministratore giudiziario Filippo Salvardi per la disponibilità e l’impegno in questa procedura, che ci permette di compiere un passo molto importante per la nostra comunità”.
“Questa azione dell’Amministrazione costituisce una delle risposte in termini di legalità al periodo, che ha stravolto e turbato la vita della città. Una risposta che non è esclusivamente simbolica” aggiunge l’assessore alla Legalità Nicola Tria.
“Credo che questa iniziativa sia nel pieno spirito del codice antimafia che mira proprio a restituire alla collettività i beni sottratti alla criminalità organizzata di stampo mafioso – commenta Filippo Salvardi, dottore commercialista e amministratore giudiziario – Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra le istituzioni, alla disponibilità del Comune di Reggio Emilia che è riuscito ad individuare da subito la migliore destinazione dei beni al servizio dei cittadini.”

