
Gli indici dei prezzi al consumo dello scorso aprile sono stati elaborati nel contesto delle misure adottate con il Dpcm per contrastare la nuova ondata della pandemia; da segnalare il fatto che, già dalla fine di maggio 2021, la progressiva riduzione della gravità dell’emergenza sanitaria e la riapertura graduale della maggioranza delle attività commerciali di offerta di beni e servizi di consumo hanno limitato le criticità dei mesi precedenti, a partire da una netta diminuzione del numero di mancate rilevazioni che aveva raggiunto il picco nel mese di aprile 2020.
In particolare, in aprile i dati per tipologia di prodotto registrano un valore congiunturale in calo (- 0,4 %) sul totale dei beni; frenano infatti i beni energetici (-5,2 %) e i beni regolamentati (- 5,6 %). Segno positivo invece per i beni alimentari (+ 1,2 %); i beni non regolamentati (+ 0,2 %) e gli altri beni (+ 0,6 %). Stabili i tabacchi. Il totale dei servizi risulta in aumento rispetto a marzo (+ 0,5 %): nello specifico, segno più per i servizi relativi ai trasporti (+ 2,9 %); servizi vari (+ 0,6 %); servizi relativi all’abitazione (+ 0,3 %); i servizi relativi alle comunicazioni (+ 0,1 %). In negativo i servizi ricreativi e culturali (- 0,5 %).
La divisione “Alimentari e bevande analcoliche” (+ 1,3 %) si dimostra quella con l’aumento percentuale più rilevante. Con l’eccezione della frutta, in lieve flessione, tutte le classi di spesa interne alla categoria risultano infatti in crescita, in particolar modo: pane e cereali; oli e grassi; latte, formaggi e uova; vegetali; pesci e prodotti ittici; acque e bevande analcoliche.
Significativo pure l’aumento di “Mobili, articoli e servizi casa” (+ 1,0 %). In aumento le quotazioni di: mobili e arredi; beni non durevoli per la casa; cristalleria e stoviglie; servizi per la pulizia e la manutenzione della casa. Solamente due le classi di spesa in calo: piccoli elettrodomestici e grandi utensili e attrezzature per la casa.
Stesso incremento (+ 1,0 %) per “Abbigliamento e calzature”: Al netto dei servizi di riparazione e noleggio calzature – immutata rispetto al mese scorso – l’intera divisione è in salita.
“Servizi sanitari e spese per la salute” fa segnare + 0,6 %: nonostante i prodotti farmaceutici marchino una lieve flessione, i rincari su servizi medici e servizi paramedici determinano l’andamento positivo della categoria. Identico incremento per “Altri beni e servizi” (+ 0,6 %), divisione caratterizzata dall’aumento di diverse classi di spesa: assicurazioni sui mezzi di trasporto; servizi finanziari; servizi bancari; gioielleria; effetti personali.
La divisione che, al contrario, nel mese di aprile 2022 registra il calo più significativo è “Abitazione, acqua ed energetici” (- 1,5 %): la marcata flessione congiunturale dell’energia elettrica, a cui fa coda quella – più modesta – del gas di rete, determina il complessivo segno negativo della divisione. Anche le spese condominiali sono in calo, mentre affitti, fornitura acqua e spese di manutenzione per la casa segnano rincari. Flessione significativa pur per “Ricreazione, spettacolo e cultura”, divisione in cui risultano in netta diminuzione le spese sui pacchetti vacanza, così come sugli apparecchi di ricezione, registrazione e riproduzione di suoni e immagini (tv). Cali da segnalare anche sui computer ed i servizi ricreativi e sportivi. In aumento i prezzi di: animali domestici e relativi prodotti; libri; giornali e periodici.
“Trasporti” fa registrare – 0,9 % e anche in aprile l’indice di questa divisione è sostanzialmente determinato dall’andamento dei prezzi dei carburanti: col taglio delle accise, infatti, si è imposta una netta flessione congiunturale (mentre il tendenziale resta decisamente positivo). Da notare comunque i rincari su quasi tutte le restanti classi interne, in particolar modo: trasporto aereo; altri servizi relativi ai mezzi di trasporto (pe esempio noleggi); trasporto su rotaia; automobili.
Infine, due lievi flessioni di – 0,1 %. In “Comunicazioni” (categoria a intera rilevazione centralizzata nazionale) la flessione di apparecchi telefonici e telefax sancisce il modesto calo della categoria; leggeri rialzi riguardano i servizi di telefonia. “Servizi ricettivi e ristorazioni” vede il segno negativo imputabile alla flessione dei servizi di alloggio, mentre lievi aumenti riguardano ristoranti e bar.
Infine, ancora invariato, per il quinto mese consecutivo, il settore di spesa relativo a “Istruzione” e per il secondo mese consecutivo “Bevande analcoliche e tabacchi”.
Sul sito del Servizio statistica del Comune (www.comune.modena.it/servizio-statistica/pagine-tematiche/prezzi) sono consultabili anche i dati sull’inflazione dei mesi precedenti.

