A rendere difficile la vita a Braida non sono solo la presenza di immigrati clandestini e spacciatori ma anche quella di commercianti che si fanno beffe delle leggi italiane, non rispettando gli orari di apertura e neppure le regole minime prescritte dalle normative comunali. E’ quanto denuncia un residente esasperato dal fatto che sotto casa sua un negozio è in piena attività da oltre un mese senza che abbia ricevuto nessuno dei permessi necessari.


Che molti dei commercianti stranieri prendessero in scarsa considerazione il limite orario di apertura era cosa nota, ora però la denuncia di un residente disperato fa scoprire anche un negozio già aperto nonostante non abbia le autorizzazioni necessarie.


Il negozio in questione si trova al civico 235 di via Circonvallazione, è una struttura molto grande che supera i 400 metri quadrati e che quindi, oltre alla Dia sanitaria ed edile, ha bisogno anche del via libera dei Vigili del Fuoco. A quanto pare però il titolare dell’esercizio commerciale non è riuscito ad attendere i tempi burocratici ed ha deciso di iniziare a vendere la sua merce, quale non è dato sapere visto che il cittadino ha chiesto informazioni al Comune che però non ha saputo aiutarlo.


Nonostante la mancanza di licenza e permessi il negozio è aperto, come sa bene il cittadino che ci ha contattato e che quotidianamente assiste alla vendita delle più svariate merci, come documentato dal PICCOLO FILMATO che potrete vedere qui, girato il 19 gennaio scorso. Il cittadino ha contattato la Polizia Municipale ma i Vigili non possono fare nulla se non prendono il negoziante sul fatto, cosa difficile visto che tra la chiamata e il tempo in cui intervengono lo smercio è già avvenuto e il commerciante nega che la vendita sia già iniziata trincerandosi dietro l’allestimento del negozio.


A preoccupare il cittadino è da un lato il fatto che vengano usati due pesi e due misure, riferito al fatto che i commercianti italiani sono costretti a rispettare regole che invece sembrano non valere per gli stranieri; c’è poi il timore dell’assenza di controllo su ciò che viene venduto proprio sotto casa propria, senza che nessuno abbia garantito le condizioni igieniche e di sicurezza necessarie.