
Ecco allora l’idea, messa nera su bianco sui social. Con la nuova associazione, spiega, «vorremmo elaborare un pacchetto di proposte concrete che ci permetta di sopravvivere, raccogliendo attorno alle nostre istanze piccoli esercenti e privati cui chiedo di tirare fuori la testa dal sacco. Ove non cambiasse nulla, si va verso la disobbedienza civile e lo sciopero fiscale».
In sintesi, fa capire Cerverizzo, «finchè si può si paga, ma dopo non si venga a chiedere quello che non abbiamo, e chi deve, parlo di politica ed istituzioni, si attivi per fare in modo che la rotta venga invertito».

