
La varietà narrativa e pittorica di Carl Maria von Weber, in questi suoi brani iniziatici. Lo spartito ricco di segni grafici, il non-detto mancante della grammatica musicale, apposti con perizia dal grande Arturo Benedetti Michelangeli, mentre segue speranzoso e generoso, i fidati discepoli in duo…
L’impeto romantico ma affettuoso (Ich denke dein, io ti penso…) in un sorprendente Beethoven a 4 mani, eternamente fedele ad una inesorabile tensione morale ed eroica, in ogni dove, nel popolare e nel ballo, come nel sentimento e nello slancio amoroso.
Le linee classiche, pure, architettonicamente ineccepibili, nel gioco a volte ironico ed irrisorio, nel divertimento e dionisiaco abbandono ritmico, nel lirismo sopranile, gaudente ed incipriato a dovere; una consuetudine Mozartiana, al variegato tastieristico.
Vienna. Brahms nobilita, istituzionalizza, germanizza, l’irruenza e il disordine tzigano. Lo porta nelle accademie al cospetto del giudizio colto e scolastico. Lo arricchisce di sapori, di umori, di piaceri umani, di atmosfere densamente fumose. Legalizza ed organizza istinti e vocazioni al caos eversivo…
Il ballo, il valzer, la polka… Il duo danzante nelle ricche e sfarzose sale imperiali… Elegante, distinto.
Con Strauss, si chiude il cerchio delle afflizioni o dei trionfi esistenziali, in una burla verdiana, tra maschere e travestimenti che esorcizzano il tragico e il grave dell’esistenza.
Appuntamento al De André di Casalgrande, domenica 29 gennaio alle ore 17. Ingresso unico a 5,00 euro

