
Il bilancio del primo anno di attività del servizio di segretariato sociale “Spazio LGBTI+ Cassero” dimostra di aver saputo rispondere al bisogno stringente di un’assistenza dedicata alle persone LGBTQIA+, che troppo spesso incontrano violenza e discriminazioni.
Sul totale delle 105 persone che si sono rivolte al servizio, 37 hanno subito violenza in un luogo pubblico, 14 a scuola, 25 a casa, 13 al lavoro, e 54 in due o più ambiti: la violenza è trasversale e pervasiva. Derisioni, calunnie, minacce, violenza fisica, danni alle cose, limitazioni della libertà personale, mobbing: queste le principali azioni violente riportate. C’è una lieve maggioranza maschile, con 54 accessi, ma sono arrivate al servizio persone di tutti i generi: 24 donne, 7 persone non binarie, 8 uomini trans e 13 donne trans.
Lo sportello non si occupa solo di questioni inerenti violenza, burocrazia, assistenza, ma mira anche ad aiutare le persone in situazioni di fragilità a ricostruire una rete di relazioni e il proprio benessere in senso ampio.
“Si tratta di un bilancio assolutamente positivo – sottolinea la vicesindaca Emily Clancy -, che dimostra quanto sia importante l’approccio intersezionale e intersettoriale nella costruzione dei servizi alla persona, che tenga conto della complessità delle situazioni e dia risposta al fenomeno dell’intersezione dei fattori di discriminazione, che purtroppo si verifica spesso nella comunità LGBTQIA+”.
La Regione tra luglio e ottobre 2022 ha diffuso un questionario, rivolto alle persone LGBTQIA+ abitanti in Emilia-Romagna, per indagare la presenza di violenza e discriminazioni in alcuni ambiti rilevanti della loro vita. I primi risultati, diffusi qualche mese fa, mostrano che tra le oltre mille che hanno risposto una persona su cinque ha subìto aggressioni fisiche, una su due minacce o insulti e tre su quattro sono state calunniate o derise.
“I dati raccolti dalla Regione e quelli sulle persone che si sono rivolte a noi indicano con chiarezza che questa è la strada giusta da percorrere, e che dobbiamo implementarla, senza farci scoraggiare dal clima politico attuale”, commenta Camilla Ranauro, presidente del Cassero LGBTI+ center.
L’apertura di Spazio LGBTI+ Cassero è avvenuta lo scorso anno grazie ai fondi di un bando Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) dedicato a rafforzare o creare ex novo sportelli di questo tipo in tutta Italia. L’obiettivo è quello di contribuire a migliorare le condizioni di vita materiali e psicologiche delle persone LGBTQIA+ che hanno subito o subiscono violenze e discriminazioni a causa del proprio orientamento e/o identità di genere, adottando un’ottica intersezionale. Il progetto è inoltre supportato dal Comune di Bologna attraverso il Patto generale di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti della comunità LGBTQIA+ 2022-2026.
L’ultima azione prevista dal progetto è la firma di un protocollo tra i soggetti coinvolti. Lo scopo è quello di collaborare ulteriormente per creare una comunità territoriale plurale che abbia come obiettivo generale il contrasto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.
L’elenco completo dei partner comprende:
- Cassero LGBTI+ center
- Piazza Grande
- Unar
- Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità
- Regione Emilia-Romagna – Assessorato Montagna, Parchi e Forestazione, Aree interne Programmazione Territoriale, Pari Opportunità
- Comune di Bologna
- Asp città di Bologna
- Casa delle donne per non subire violenza Bologna
- Enfap Emilia-Romagna
- Legacoop Bologna
- Coordinamento Arcigay Emilia-Romagna

