
«È cambiata la stagionalità e, con essa, dovremmo cambiare anche il nostro modo di intendere i saldi – prosegue la presidente commercianti Lapam Cinzia Liguabue –. Ormai diventa controproducente avere due mesi di sconti per noi commercianti, questo è un modello antico che non funziona più. Purtroppo è radicato nella nostra cultura, ma dovremmo avere il coraggio di iniziare un cambiamento. Per prima cosa, sarebbero sufficienti 30 giorni come lasso di tempo in cui abbassare i prezzi. In più, si potrebbe pensare di posticipare l’avvio del periodo di sconti di almeno un mese, e quindi non fare iniziare i saldi estivi a luglio, bensì ad agosto, limitandoli solo a quel periodo. Meglio ancora, poi, se si avesse il coraggio di eliminare definitivamente il meccanismo: questo non significa che non si dovrebbero fare sconti sui prodotti, ma ogni negoziante, in base alle sue esigenze e alle sue caratteristiche, dovrebbe essere libero di decidere quando mettere i propri articoli in saldo. Nei grandi magazzini del Nord Europa, ad esempio, in ogni negozio viene adibito uno spazio con prodotti perennemente scontati. Come associazione, e pure io personalmente parlando anche a nome di altri colleghi, abbiamo già sottolineato a più riprese come il sistema saldi vada completamente rivisto. Senza dimenticare che, e questo lo auspichiamo da tempo, si inizi a regolamentare anche l’online, che rappresenta sempre un fattore a nostro svantaggio, dato che quotidianamente si trovano prodotti a prezzi ribassati, impedendo di fatto una concorrenza leale».

