
«Il contributo alla riparazione istituito in Francia – prosegue Guaitoli – è un’operazione culturale che deve essere al più presto replicata in Italia. La misura agisce nella direzione del contrasto al famigerato fast fashion, incentivando al riutilizzo e alla sostenibilità, evitando sprechi inutili e dannosi per il sistema della moda e per il pianeta in generale. Senza dimenticare che aiuta e sostiene gli artigiani e il loro saper fare: sarti e calzolai sono mestieri strategici per il comparto e sono professionisti in grado non soltanto di creare capi d’abbigliamento su misura, ma anche di riparare e dare nuova vita ai prodotti, guardando a un loro riuso e riutilizzo. Le aziende del nostro distretto, che rimane uno tra i più importanti al mondo, producono capi di alta qualità: una qualità che si può riscontrare sia nella scelta delle materie prime che nella cura dei dettagli e nell’attenzione durante il procedimento di confezionamento lungo tutta la filiera. Il “bonus rammendo”, inoltre, va a favore di chi acquista prodotti di valore, come quelli che gli artigiani del nostro distretto della moda sanno realizzare: è fondamentale dunque replicarlo anche in Italia per riportare all’attenzione di una clientela “distratta” da anni di fast fashion l’esistenza di queste attività e delle loro straordinarie capacità di intervento».

