
Come emerge dai dati, nel primo semestre 2023 cresce il numero di lavoratori a tempo indeterminato, che rappresentano l’83% del totale occupati del campione, registrando un +3,9% rispetto ai primi sei mesi del 2022. Aumenta in maniera più decisa il numero di lavoratori a tempo determinato (il 17% del campione), che segna un +10,4% sullo stesso periodo dell’anno precedente. La componente maschile (il 58,6% degli occupati del campione) vede nel primo semestre 2023 un +4,2% mentre la componente femminile (il 41,4% del campione considerato) registra un marcato +6,2%. Cresce dell’11,7% il numero di lavoratori con diploma rispetto al primo semestre 2022 e con laurea (+6,4%).
Per quanto riguarda il numero di ore lavorate, sempre all’interno del campione di imprese associate analizzato, il primo semestre 2023 supera del 4,7% le ore lavorate nel corso dei primi sei mesi del 2022. Sviscerando il dettaglio settore per settore, il comparto alloggio e ristorazione registra un notevole rimbalzo rispetto all’anno precedente con un +14,2% rispetto al primo semestre 2022. In particolare, le attività della ristorazione vedono un aumento del 13,7%. Il manifatturiero vede un +4,8% rispetto al primo semestre 2022 in linea con la crescita del campione complessivo (+4,7%). Nel dettaglio, vedono un incremento superiore alla media del campione le imprese della fabbricazione di prodotti in metallo e della fabbricazione di macchinari ed apparecchiature (rispettivamente +7,5% e +6,2%). Considerando il comparto Moda nel suo complesso si osserva un aumento del 4,2% delle ore lavorate.
Prendendo in esame i primi sei mesi del 2023, nelle micro imprese con meno di 5 dipendenti le ore lavorate crescono dello 0,6% rispetto allo stesso periodo 2022. Le ore lavorate nelle micro imprese con 5-9 dipendenti registrano un +1,1%. Le piccole imprese con 10-19 addetti vedono una crescita dell’1,6%, mentre le medie e grandi imprese con 50 dipendenti o più, hanno visto aumentare dell’8,9% le ore lavorate rispetto al primo semestre 2022, trainate principalmente dalle grandi imprese con oltre 250 dipendenti.
«Dati estremamente positivi – conclude il presidente Lapam Confartigianato, Giberto Luppi – ma che vanno sostenuti dai rappresentanti politici. Le misure adottate in questi primi mesi di operato dal Governo stanno avendo un effetto positivo, ma c’è ancora molto da fare per continuare a mantenere uno standard elevato di servizi e prodotti. Sappiamo benissimo come, da un giorno all’altro, le nubi possano diventare sempre più minacciose, lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle in questi anni di Covid, guerra, inflazione e prezzi schizzati alle stelle. Per questo dobbiamo lavorare tutti per investire sempre di più nel futuro e nella sostenibilità, in un’ottica di salvaguardia del pianeta. Per fare ciò, le nostre imprese devono essere supportate da interventi decisi e strutturali da parte di coloro che hanno le possibilità di affiancare e aiutare le imprese del nostro territorio, che traina l’economia dell’intero Paese, per sostenerle in questo percorso di transizione digitale, economica e sociale».

