
Carlo Alberto Rossi, Segretario Generale Lapam Confartigianato, analizza la ricerca elaborata dall’ufficio studi Lapam Confartigianato che evidenzia come, a livello regionale, negli ultimi quattro anni solo una micro e piccola impresa su 10 che lavora in subfornitura dichiara di aver perso commesse a seguito di processi di automazione e/o robotizzazione di uno o più dei principali committenti. Secondo lo studio ricavato da un sondaggio svolto nel mese di ottobre 2023 (i cui risultati sono stati analizzati nel mese di dicembre), Modena è la prima provincia in Emilia-Romagna per maggior propensione a investire nei vari ambiti della trasformazione digitale tra le MPI con una quota del 70,3%. Il territorio all’ombra della Ghirlandina è anche la prima provincia per investimenti nella formazione a seguito della trasformazione digitale, facendo registrare un 30,5%, al pari di Bologna.
Sempre secondo l’analisi elaborata a livello regionale, tra i principali rischi identificati dalle micro e piccole imprese come conseguenza dello sviluppo dell’IA al primo posto abbiamo la perdita di posti di lavoro, seguite da un rischio di minor capacità creative e di un appiattimento della fantasia.
«La tecnologia non deve essere vista come il nemico, tutt’altro – conclude Il Segretario Generale Rossi –. I sistemi di IA sono un prezioso alleato nel proprio lavoro e per la propria impresa. Siamo tutti consapevoli di quanto nell’artigianato sia necessario ancora l’impiego di lavoro manuale, in quantità e modalità differenti a seconda del mestiere, per garantire qualità e personalizzazione nel servizio. E la buona riuscita è permessa solo dal rapporto umano e diretto tra cliente e artigianato. La tecnologia, però, permette uno snellimento del lavoro e un abbattimento dei costi di impresa e, di questi tempi, anche un supporto vista la carenza di personale e la difficoltà nel reperire figure professionali specializzate. Saper cogliere le sfide poste dalla transizione digitale mossa dall’IA sarà necessario per ampliare gli investimenti e rimanere competitivi sul mercato nazionale e internazionale, visto che le nostre imprese producono eccellenze, simbolo del Made in Italy, molto ambite all’estero. È fondamentale, poi, credere nella formazione del personale per permettere una migliore messa a terra dell’investimento grazie alle giuste competenze».

