
Le indagini avviate dai Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bologna, hanno consentito di risalire all’identità dei presunti autori in “trasferta”: tre uomini e due donne di età compresa tra i 21 e i 48 anni, residenti in Provincia di Lucca. All’epoca dei fatti, i Carabinieri, analizzando la scena del crimine, avevano scoperto che il giorno prima, due donne e un uomo, arrivati in zona con una Mini Countryman a noleggio, erano entrati nell’armeria per acquistare degli oggetti di poco valore e nella circostanza avevano preso le chiavi dei locali per farne una copia nella vicina ferramenta. Per non destare sospetti al personale dell’armeria che non si era accorto di nulla, i tre soggetti erano tornati qualche minuto dopo con la scusa di fare altri acquisti e senza farsi notare avevano rimesso le chiavi al loro posto.
In merito alla notte del furto, invece, i Carabinieri hanno scoperto che i soggetti erano partiti da Viareggio intorno alle ore 21:00 con una Fiat 500 a noleggio, erano usciti al casello autostradale A14 di Imola poco prima della mezzanotte, avevano perpetrato il furto ed erano tornati indietro. Qualche giorno dopo, la stessa Mini Countryman notata a Imola, era stata fermata a Viareggio durante un posto di controllo alla circolazione stradale e nella circostanza erano stati identificati la conducente (la 48enne indagata) e i due passeggeri, tra cui il figlio (il 28enne indagato). Grazie a questo dettaglio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bologna e del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Imola sono riusciti a ricostruire il piano criminale della banda, risalendo all’identità dei presunti responsabili che si erano distribuiti i compiti per preparare l’assalto notturno: la 48enne, il figlio 28enne e un’altra ragazza 27enne, per aver clonato le chiavi di accesso ai locali dell’armeria, durante il sopralluogo diurno del 18 settembre 2023; sempre il 28enne e altri due complici, un 21enne e un 23enne per aver perpetrato il colpo finale, trasportando le armi in una destinazione ignota.
Un altro dettaglio di particolare importanza investigativa è stato trovato dai Carabinieri durante un’estenuante ricerca in collaborazione con i Carabinieri del RIS di Parma: un’impronta digitale rilevata sul biglietto autostradale che il conducente della Fiat 500 aveva restituito al casello A14 di Imola durante il pagamento del pedaggio. Setacciando centinaia di biglietti, i Carabinieri sono riusciti a ritrovare quello che stavano cercando che conteneva un’impronta digitale di uno dei cinque indagati: il 23enne.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna ha emesso, nei confronti del 23enne, del 28enne e della madre di quest’ultimo, la 48enne, la misura cautelare personale della custodia in carcere, mentre nei confronti degli altri due soggetti, il 21enne e la 27enne, la misura cautelare degli arresti domiciliari.

