
Ad accoglierli dopo dieci giorni di vita a bordo della Vulcano una colonna sanitaria di otto mezzi supportati da venti operatori della Croce Rossa Italiana tra infermieri, medici, psicologi, mediatori culturali e autisti.
L’operazione è stata coordinata con la Prefettura di Bologna, la Sala Operativa Nazionale C.R.I, la Centrale Operativa Unificata Inter-H e 118, l’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli e l’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna.
Undici persone in tutto tra bimbi feriti e accompagnatori, tutti in condizioni di evidente fragilità fisica e psicologica in considerazione della provenienza da un contesto di guerra. I tre bimbi più grandi hanno tra i 4 e i 7 anni, due presentano fratture di femore, uno una frattura di tibia e un bambino ha esiti di trauma da scoppio da valutare e trattare.

“Insieme al mio staff stiamo eseguendo le prime consuete visite ed esami diagnostici per una valutazione approfondita dei casi al fine di definire un trattamento personalizzato e adeguato per ognuno di loro – spiega Rocca. – Sono pazienti che hanno vissuto esperienze difficilissime e inimmaginabili, ora sono finalmente qui e faremo il possibile per aiutarli”.
“Siamo in costante e stretto contatto con il Ministero della Salute – precisa il direttore generale Campagna. – In questi giorni c’è stato un continuo aggiornamento di informazioni, ora ci prenderemo cura di questi piccoli pazienti, restando sempre a disposizione per future richieste di accoglienza”.


