
La Regione finanzia, con oltre 195mila euro del Fondo sociale europeo Plus, 20 summer camp gratuiti di orientamento per accompagnare le studentesse e gli studenti delle scuole superiori (classi 3^ e 4^) nella scelta dei percorsi di formazione post diploma, in particolare universitaria. Nell’ultima seduta di Giunta è infatti arrivato il via libera ai progetti che sono stati presentati attraverso due distinti avvisi per la selezione e il finanziamento dei camp estivi. Transizione ecologica e industrie culturali sono i due filoni individuati dalla Regione in linea con il Patto per il lavoro e il clima, che ha come primo obiettivo strategico quello di fare dell’Emilia-Romagna una regione della conoscenza e dei saperi investendo in educazione, istruzione, formazione, ricerca e cultura.
Un investimento in servizi di orientamento per dare ai giovani e alle loro famiglie gli strumenti per scegliere con maggiore consapevolezza il proprio futuro e acquisire nuove competenze su temi di particolare importanza, attualità e vicini ai loro interessi.
I 14 summer camp dedicati alla transizione ecologica, che hanno una dotazione finanziaria di 128.871 euro e sono rivolti a 240 partecipanti, servono ad aumentare la conoscenza delle opportunità formative per le professioni necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile e ridurre al minimo l’impatto ambientale delle attività economiche.
I 6 summer camp sulle industrie culturali e creative, finanziati con 66.810 euro e rivolti a 125 partecipanti, propongono invece opportunità formative per percorsi professionali che sostengano i processi di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro territorio.
I luoghi dei summer camp
Dei 20 summer camp, nove saranno ospitati in sette città capoluogo sede universitaria (Piacenza con due progetti, Parma, Reggio Emilia, Modena con due progetti, Bologna, Ferrara e Rimini) grazie alle Università del territorio che offrono corsi di laurea fortemente improntati sulla transizione ecologica e sul digitale (Università di Bologna, Università di Ferrara, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Parma, oltre che il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica del Sacro Cuore sulle rispettive sedi di Piacenza). Gli atenei metteranno a disposizione aule e laboratori di ricerca.
Altri 11 campi sono, invece, previsti nei comuni non sede universitaria, negli spazi messi a disposizione da scuole e altre istituzioni. Le sedi previste sono a Fidenza (PR), Guastalla (RE) con due progetti, Finale Emilia (MO), Imola, San Giovanni in Persiceto e San Lazzaro (BO); Argenta, Cento e Comacchio (FE).
I campi estivi potranno arrivare sino a 52 ore di attività complessive, per garantire la migliore qualità formativa ed esperienziale ai partecipanti. Oltre alle attività di orientamento, i ragazzi e le ragazze saranno anche coinvolti in laboratori formativi, con l’opportunità di partecipare allo sviluppo di progetti o prodotti innovativi, quali strumenti avanzati di analisi di indicatori ambientali, nuovi materiali ecocompatibili, stampa in 3D, digitalizzazione di libri antichi, nuovi videogiochi. Prenderanno, inoltre, parte a visite guidate nei luoghi di eccellenza dell’innovazione tecnologica dell’Emilia-Romagna. Esperti, imprenditori, docenti universitari e startupper saranno tra i relatori delle attività di formazione.
Le date e le modalità di iscrizione saranno comunicate in una sezione dedicata del portale https://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/ e https://scuola.regione.emilia-romagna.it/.

