
Anche le imprese giovanili incontrano, però, le stesse criticità delle attività gestite da over: primo fra tutti la difficoltà nel reperire personale specializzato. Negli ultimi 20 anni mancano all’appello 5.497 reggiani nella fascia d’età tra i 15 e i 34 anni. Il 12% dei profili vengono ricercati per oltre 6 mesi e questo costa lo 0,98% del PIL regionale.
Ma che cosa spinge un giovane ad aprire una propria attività? L’ufficio studi Lapam Confartigianato ha indagato anche questo scenario, da cui è emerso che, a livello regionale, il 66% di loro sceglie di farlo per ottenere successo personale ed economico, il 49% per conoscenza e/o opportunità del mercato, il 47% per valorizzare le proprie competenze e il 37% per insoddisfazione nei confronti del lavoro precedente. E in quali settori si concentrano le aperture? Principalmente nel comparto costruzioni, nei servizi alle persone e nel turismo. L’82% ha incontrato difficoltà nell’apertura della propria attività: le principali si sono incontrate nelle procedure amministrative (53,2%), conoscenze normative (43,8%), concorrenza (25,1%).
«Quando, come associazione, chiediamo di snellire la burocrazia, alleggerire la pressione fiscale e agevolare le certificazioni – spiega Carlo Alberto Rossi, Segretario Generale Lapam Confartigianato – lo rimarchiamo perché sappiamo che sono i principali problemi riscontrati da coloro che vogliono arricchire il tessuto economico e sociale di un territorio dando vita alle loro idee e aprendo la loro impresa. Nella nostra provincia ci sono tutti gli ingredienti per incentivare e dare ampio spazio alla creatività imprenditoriale dei giovani: c’è talento, ci sono gli strumenti tecnologici, c’è voglia di mettersi in gioco: le istituzioni devono sostenere questi valori con azioni concrete, perché solo avendo un ricambio generazionale e solamente favorendo nuove aperture di attività imprenditoriali si rimarrà al passo con i tempi. L’accesso al credito rimane fondamentale per garantire anche ai giovani la possibilità di aprire imprese manifatturiere, che richiedono ingenti capitali e investimenti iniziali, un settore che è fiore all’occhiello del nostro tessuto economico».

