
Sono gli spunti che la Regione ha portato al tavolo degli Stati Generali della Protezione Civile, che chiudono oggi a Roma con gli interventi del ministro Nello Musumeci e del capo dipartimento, Fabio Ciciliano. Nella tre giorni iniziata venerdì scorso, si è discusso della riforma del Codice della Protezione Civile nazionale. Per l’Emilia-Romagna ha partecipato la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini.
“Grazie al ministro Musumeci per aver promosso questo evento e al capo dipartimento Fabio Ciciliano per il costante supporto e ascolto- spiega Rontini-: il sistema di Protezione Civile del nostro Paese è ammirato in tutto il mondo e in Emilia-Romagna lo sappiamo bene, perché lo abbiamo sentito al nostro fianco, da subito, nelle emergenze del 2023 e del 2024. Ma- prosegue la sottosegretaria- di fronte a nuovi scenari e a rischi inediti, abbiamo bisogno di riflettere e mettere in campo nuovi strumenti”.
Tre gli spunti di riflessione sottolineati da Rontini. Il primo, il valore di un sistema nazionale unico: “Il lavoro di riallineamento delle procedure regionali è molto importante e di questo ce ne siamo accorti durante le emergenze, perché la macchina funziona meglio quando tutti parliamo lo stesso linguaggio, tra l’altro all’interno di un meccanismo europeo che anche nel 2023 è stato attivato a supporto dell’Emilia-Romagna nei giorni dell’alluvione”. Quindi, la formazione: “Riguarda tutti- prosegue Rontini-, dai bambini agli anziani, ma c’è un aspetto in particolare su cui possiamo lavorare ed è il potenziamento delle risorse silenti: ci sono nei Comuni, nelle amministrazioni pubbliche a tutti i livelli, tantissimi dipendenti e funzionari che nell’ordinario si occupano di altro, ma che nell’emergenza diventano un nostro supporto. E rispetto alle loro competenze, si può immaginare un percorso di formazione”.
Compresi, rimarca ancora la sottosegretaria, “amministratori locali e sindaci che durante le emergenze diventano autorità di Protezione Civile e che hanno bisogno di un progetto di grande formazione che li riguardi: a loro dobbiamo dedicare supporto e aiuto, perché possano prendere le decisioni più corrette nella maniera migliore possibile”. Infine, l’analisi post evento: “Nel pieno rispetto dell’attività della magistratura, che ha il dovere di verificare se ci sono state mancanze, quello di cui noi abbiamo più bisogno a emergenza conclusa è una discussione chiara e trasparente che analizzi, anche in caso di totale legittimità degli atti adottati, quello che è successo anche per dare serenità agli operatori e metterli nelle condizioni, nel futuro, di lavorare sempre al meglio. Farlo è nell’interesse dei cittadini”, conclude Rontini.

