
UIL FPL e CGIL FP riaffermano congiuntamente la necessità di un provvedimento normativo urgente di sanatoria per gli oltre 400 laureati in Scienze dell’Educazione esclusi dall’accesso ai servizi educativi per l’infanzia a causa della mancata acquisizione dei 55 CFU specifici previsti dal DM 378/2018. Sebbene la proposta di corsi integrativi dell’Università di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe) mostri apertura, riteniamo che non sia sufficiente a risolvere una problematica generata da un vuoto normativo e da carenze di controllo istituzionale.
Apprezziamo l’impegno e la dichiarata disponibilità di UniMoRe a farsi parte attiva nella soluzione della vicenda, riconoscendo il suo ruolo proattivo nel chiedere una sanatoria al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Riteniamo che questa sia la strada maestra per ripristinare la giustizia per centinaia di professionisti ingiustamente penalizzati.
Questo dialogo costruttivo ci spinge a ricercare un’intesa condivisa con tutte le parti, Enti Locali compresi. Il nostro obiettivo è chiaro:
Nessun lavoratore attualmente in servizio dovrà essere lasciato a casa a causa di questo problema normativo.
I candidati già presenti nelle graduatorie non dovranno essere rifiutati o discriminati per la mancanza di questi requisiti, poiché hanno studiato e conseguito il titolo al momento dell’iscrizione considerato abilitante alla professione.
È inaccettabile che le conseguenze di una transizione normativa mal gestita ricadano sulle spalle di chi ha investito tempo e risorse nella propria formazione professionale, e a maggior ragione ora che il settore cooperativo riconosce pienamente la validità dei titoli.
Nel ribadire il nostro impegno costante e intransigente a difesa dei diritti di questi lavoratori e per la stabilità dei servizi, ci rendiamo disponibili a portare avanti le istanze di chiunque si trovasse in condizione di esclusione o risultasse penalizzato. Utilizzeremo ogni mezzo a nostra disposizione, valutando ogni azione necessaria per tutelare chi è stato leso nei propri diritti e nella propria dignità.
Non ci fermeremo finché non verrà riconosciuto a ciascuno il diritto di accedere pienamente al proprio percorso professionale, senza ostacoli artificiali o discriminazioni generate da chi avrebbe dovuto proteggerli. Il tempo delle attese e delle mezze risposte è finito.

