
Studiando il campione in base ai sei principali macrosettori di attività, il commercio al dettaglio registra un calo complessivo del 4,6%, con i negozi (il 62,1% del commercio al dettaglio) che segnano un -6,9%. Tra i servizi alle persone (tra cui rientrano istruzione, sanità, attività artistiche, sportive e di intrattenimento e altre attività di servizi) il fatturato del 2024 è cresciuto del 4,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare i servizi di barbieri e parrucchieri registrano un incremento del 2,2%, mentre i servizi degli studi medici e odontoiatrici segnano un +6,1% del fatturato.
Il comparto alloggio e ristorazione registra complessivamente un +1,6% rispetto al 2023, trainato dal +3% dei servizi di ristorazione.
Le costruzioni evidenziano un calo contenuto di fatturato che si ferma al -1,8%. Il settore è composto per il 16,2% da imprese che si occupano di costruzione di edifici, che segnano un -14,9% sull’anno precedente. Questo calo a doppia cifra viene però compensato dalla dinamica positiva dell’82,6% del campione che si occupa di lavori di costruzione specializzati (+2%). Tra questi, si osserva un incremento per le attività di demolizione e preparazione del cantiere edile che vedono una forte crescita e compensano il calo di fatturato di impiantisti e muratori.
Focalizzandosi sui servizi alle imprese (tra cui rientrano: trasporto e magazzinaggio, servizi di formazione e comunicazione, attività professionali, scientifiche e tecniche, noleggio e servizi di supporto alle aziende), il fatturato del 2024 cala complessivamente del 4,4% sul 2023. Nel dettaglio, le attività immobiliari segnano un -10,4%, le attività professionali, scientifiche e tecniche un -19,2%, di cui le attività di ingegneri e geometri un -36,3%.
Il comparto della manifattura segna il calo complessivo più marcato, pari al -11,6% del valore del fatturato rispetto al 2023. Tra i principali settori maggiormente rappresentati, la meccanica osserva un -22,2%, mentre la moda segna un -13,1%.
Considerando la dimensione aziendale delle imprese con dipendenti, le micro imprese con 1-4 dipendenti, che rappresentano il 66,3% del campione in esame, risultano mantenere livelli stazionari di fatturato. Si osservano invece variazioni negative sia per le micro imprese con più di 5 ma meno di 10 dipendenti (-2,1% rispetto al 2023) sia tra le piccole imprese con 10-49 dipendenti (-3,3%).
«L’analisi evidenziata dall’ufficio studi – commenta in conclusione Gilberto Luppi, presidente Lapam Confartigianato – testimonia come nel 2024 alcuni settori abbiano sofferto più di altri: è il caso del commercio, ma anche della manifattura. Nel contesto attuale, caratterizzato da grandi incertezze e politiche commerciali instabili, mantenere la competitività risulta essere una grande sfida: questi studi, però, devono servire alle istituzioni per capire che le imprese del territorio hanno bisogno di sostegno, di incentivi e soprattutto di politiche che aiutino a valorizzare il made in Italy e a garantirne quel simbolo di eccellenza mondiale che ci permette di essere riconoscibili e apprezzati all’estero».

