
“L’intervento – spiega Elio Ivo Sassi, primo cittadino di Villa Minozzo – rientra nel piano regionale delle strategie territoriali per le aree montane e interne, con il coinvolgimento diretto del nostro Comune e la collaborazione delle realtà socio-economiche locali, nell’ambito del progetto ‘Hub diffuso dell’innovazione territoriale’. Oltre alla creazione dell’area espositiva vera e propria, che riguarderà la mostra degli oggetti utilizzati dalla nostra civiltà contadina, anche con la ricostruzione di ambienti tradizionali e di episodi di vita quotidiana, sarà approntato un atelier didattico e formativo per gli studenti, che sarà pure un punto di riferimento per lo sviluppo della ‘comunità digitale’ dell’Appennino reggiano, in un’ottica di rete. Il laboratorio opererà principalmente in collaborazione con l’istituto comprensivo locale e gli istituti superiori del comprensorio”.
Sono inoltre previsti “percorsi a cielo aperto” su tematiche agricole, ambientali e paesaggistiche, che saranno promossi in sinergia con il Parco nazionale e con la partecipazione di esperti e di figure significative della montagna.

Conclude Elio Ivo Sassi: “È bene sottolineare che i finanziamenti erogati per l’attuazione di tale opera strategica sono vincolati a una precisa destinazione d’uso e sono stati ottenuti solo in quanto pienamente coerenti con gli specifici obiettivi del progetto, cioè promuovere la cultura rurale e agricola, rafforzare l’identità del nostro Appennino e offrire strumenti formativi ai giovani. Ancora una volta la nostra Amministrazione comunale ha dimostrato di essere in grado di intercettare e avvalersi delle risorse messe a disposizione dalla Regione e dall’Unione europea, traducendole concretamente in operazioni di riqualificazione e di valorizzazione della nostra realtà, che saranno anche in grado di incrementare ulteriormente la nostra attrattiva turistica, a livello scolastico, storico, culturale, paesaggistico, naturalistico ed enogastronomico. Con il contestuale richiamo a proseguire nelle azioni di recupero e di miglioramento del patrimonio edilizio e ambientale del borgo. È un risultato di cui ci sentiamo orgogliosi”.

