
Come evidenziano le analisi della Camera di commercio dell’Emilia, infatti, dopo il -3,8% registrato a fine marzo, a chiusura del periodo gennaio-giugno si registra un -1,8% rispetto ai valori dell’anno precedente, con 6,6 miliardi di esportazioni.
Nonostante il contemporaneo aumento delle importazioni (+8,1%), il saldo commerciale (dato dalla differenza tra export e import) resta comunque ampiamente positivo, fissandosi a 3,4 miliardi.
Il calo dell’export (non distante da quello dell’Emilia-Romagna, che nel suo complesso ha fatto segnare un -1,4%) è, ovviamente, del tutto ascrivibile al comparto manifatturiero, che rappresenta la quasi totalità dell’export reggiano con 6,5 miliardi.
Il calo, in questo caso, è stato dell’1,9%, con macchinari e apparecchi in decisa flessione (-6,1% e un valore fissato a 2,3 miliardi, vale a dire 154 milioni in meno rispetto al primo semestre 2024) e significative difficoltà anche per i prodotti in metallo (-5,4%, vale a dire 39 milioni in meno rispetto ai 731 milioni del giugno dello scorso anno).
In decisa controtendenza, invece, il tessile-abbigliamento, che ha registrato un aumento delle esportazioni del 7,1%, pertanto il valore a 1,244 miliardi, e il comparto alimentare, ambito nel quale il valore dell’export è salito del 3,5%, portandosi a 427 milioni.
A livello geografico si è registrata una certa fragilità sull’Europa, che rappresenta la prima area di riferimento per il sistema produttivo reggiano, con una quota del 72% sul totale delle esportazioni.
Nel Vecchio Continente si è registrato un calo dello 0,6%, per un valore complessivo di 4,7 miliardi; sono risultate in ribasso sia le esportazioni in Germania (primo Paese di riferimento, con un valore di 890 milioni e -2,6%) che quelle in Francia (secondo Paese in graduatoria, con 765 milioni e un secco -4,9%), con cali non compensati dai pur rilevanti aumenti in Spagna (+5%) e Polonia (+18,9%), che insieme rappresentano 755 milioni di esportazioni.
In forte rallentamento anche le esportazioni verso gli Stati Uniti (723 milioni, ovvero 55 in meno rispetto al giugno 2024), dove il -7% del primo semestre evidenzia, comunque, un recupero rispetto al ben peggiore -13% del primo trimestre dell’anno.
A livello di continenti, solo l’Africa (+2,2%, con un valore dell’export reggiano di 189 milioni) e l’Oceania (+7,1%, con 112 milioni di euro in valore) hanno mostrato incrementi, mentre anche l’Asia è apparsa in cedimento, con un -6,1% trainato dal forte calo della Cina (-21,3%).
“Il primo semestre – sottolinea Stefano Landi, presidente della Camera di commercio dell’Emilia – ha evidenziato, ancora una volta, le difficoltà che sta vivendo il nostro sistema imprenditoriale negli scambi con l’estero. Nonostante la riduzione dei cali che avevamo scontato alla fine del primo trimestre, i nostri principali Paesi di riferimento in Europa scontano stagnazioni economiche e arretramenti piuttosto evidenti, mentre restano aperti tutti i timori sulle esportazioni verso gli Stati Uniti; qui, l’andamento molto pesante del primo trimestre (-13%) è stato in parte recuperato su base semestrale, ma è evidente che non bastano gli sforzi delle imprese per generare condizioni tali da determinare un’inversione di tendenza”.

