
“Nel momento in cui i fatti sembrano dimostrare che solo le forme di auto organizzazione degli esseri umani, molto più delle istituzioni, hanno qualche capacità di contrastare politiche che sostituiscono l’oppressione con la soppressione – commenta l’assessore alla Cultura Marco Mietto, che aprirà la giornata – ci è sembrato più che urgente contribuire a un progetto che, raccogliendo studiosi di tutto il mondo, ci spinge a riflettere sul contributo di uno degli intellettuali che, con molto anticipo, aveva colto i segnali di ciò che in questo momento ci disorienta e ci paralizza”.
“In un’epoca in cui si ha la sensazione di non riuscire a immaginare il futuro, e in cui in buona parte del mondo domina la sensazione di precarietà – dicono gli organizzatori – la lettura critica e collettiva dei testi di Graeber spinge a rivendicare e operare la nostra capacità collettiva di reiventarci. La potenza del lavoro di David Graeber non è stata solo prettamente scientifica: nella sua capacità di innovare il sapere antropologico ha fornito a tutti delle chiavi di comprensione del presente. Con le sue analisi dei rapporti economici globali – dalla nascita delle prime società a oggi, lo studio della democrazia e del suo tempo post, la descrizione minuziosa del meccanismo burocratico in rapporto con il cittadino, così come l’avvento dei ‘bullshit job’ che ci rendono infelici – ha dato gli strumenti per osservare con più consapevolezza la nostra quotidianità. Lo dimostra – concludono – la grande quantità di lettori dai profili più disparati che hanno amato i suoi libri così rigorosi e accademici, ma anche divertenti e sagaci”.
Il convegno, ad accesso libero, è organizzato da Sive natura, centro internazionale per gli studi su Spinoza, Università di Bologna, Università di Modena e Reggio, Comune di Reggio Emilia, Almagia, Goldsmiths University di Londra.

