
Il tavolo tecnico permanente «che abbiamo istituito rappresenta il cuore di questo impegno: un luogo di confronto e coordinamento che unisce competenze tecniche, autorità locali e realtà del territorio, con l’obiettivo di rendere Castelfranco Emilia una città più sicura e resiliente. Inoltre, come Comune abbiamo investito 100mila euro per interventi vari, che si sommano ai 200mila stanziati dalla Regione e al milione e 100mila euro richiesti per uno studio di fattibilità volto a migliorare lo stato delle cose; lo scorso maggio abbiamo anche approvato il nuovo Piano di Protezione civile». Il lavoro sul territorio è iniziato da Piumazzo, con rilievi puntuali e videoispezioni nel Finaletto che hanno permesso di elaborare uno studio di fattibilità per la deviazione e il risanamento del corso d’acqua. Nelle settimane successive all’alluvione, inoltre, sono stati predisposti e realizzati interventi di somma urgenza sul canale Muzza, che ha portato alla pulizia dell’alveo del fiume, alla risagomatura e della parte interna del canale e al rafforzamento dell’argine. Parallelamente, a Manzolino sono in corso approfondimenti tecnici volti a ridurre il rischio idraulico e a rivedere la gestione delle aree impermeabilizzate. «I cittadini hanno risposto con grande responsabilità e senso civico – sottolinea poi il sindaco -. Molti hanno preso in mano la cura dei fossi di loro competenza, hanno collaborato alla manutenzione del territorio e hanno partecipato attivamente alla sicurezza della comunità. Sono gesti concreti che dimostrano quanto la partecipazione diretta della cittadinanza possa fare la differenza».
Negli ultimi dodici mesi il Comune ha inoltre promosso incontri pubblici, attività nelle scuole e con le associazioni, oltre alla distribuzione del vademecum della Protezione Civile, per diffondere consapevolezza e cultura della prevenzione. Perché, aggiunge il primo cittadino, «la prevenzione è una responsabilità condivisa e in questo percorso la cittadinanza è la prima risorsa: informata e attiva». Un ringraziamento speciale, conclude Gargano, «va alle associazioni locali, ai volontari della Protezione Civile, alle realtà agricole e a tutti i cittadini che, con la loro dedizione, contribuiscono ogni giorno a costruire una città più sicura. Ogni azione, piccola o grande, conta: Castelfranco Emilia dimostra che, quando comunità e istituzioni lavorano insieme, è possibile trasformare un’emergenza in un percorso di crescita, cura e sostenibilità».

