
La posizione in evidenza conferma il peso dei contributi scientifici offerti da Fabozzi e dalla sua equipe, considerati innovativi e rilevanti nel panorama scientifico internazionale in termini di positivo impatto clinico sui pazienti e sulla pratica chirurgica.
Tanti gli interventi complessi sinora eseguiti con l’ausilio di tecnologie all’avanguardia nel trattamento di patologie oncologiche dell’esofago, stomaco, colon, retto, fegato e pancreas, incluse resezioni multiviscerali, considerate tra le procedure più complesse e avanzate in ambito oncologico, con ottimi risultati.
L’ambito di ricerca in cui la Struttura di Chirurgia Oncologica dell’Arcispedale Santa Maria Nuova si è distinta è ampio, caratterizzato dall’impiego sistematico delle più recenti tecniche mini-invasive e di protocolli assistenziali orientati al rapido recupero post-operatorio, insieme all’integrazione di strumenti digitali e di intelligenza artificiale, utili a supportare la pianificazione della strategia chirurgica e il processo clinico-decisionale.
«Questo riconoscimento è frutto di un lavoro di squadra – commenta il dott. Fabozzi – fondato su competenze, multidisciplinarietà e ricerca continua da parte di tutti i collaboratori, in particolare i chirurghi Maurizio Zizzo, Andrea Morini, Lorenzo dell’Atti, Federica Mereu e della collaboratrice professionale alla ricerca sanitaria Candida Bonelli. Essere in copertina su una rivista così autorevole conferma il valore dell’impegno di tutto il reparto – medici, infermieri e operatori sanitari – nel raggiungimento di standard elevati nella qualità delle cure e nell’innovazione, con risultati concreti e riconosciuti a livello internazionale. Ringrazio, inoltre, la Direzione generale e la Direzione scientifica per il supporto costane e la fiducia”.
È la seconda volta, la prima dieci anni fa, che il World Journal of Gastroenterology dedica questa attenzione al lavoro di Massimiliano Fabozzi, valorizzando in questa edizione il ruolo dell’IRCCS reggiano e quello di riferimento della chirurgia oncologica dell’apparato digerente, come confermato anche recentemente dalla classifica Agenas – Ministero della Salute.
“Un risultato che conferma come la ricerca basata sull’innovazione e la pratica clinica di alto livello possano tradursi in eccellenza riconosciuta nel panorama scientifico nazionale e internazionale, a beneficio diretto dei pazienti e dell’intero sistema sanitario” commenta il Direttore scientifico prof Antonino Neri.

