
Un provvedimento che, mentre il Ministro definisce necessario, rappresenta per la UIL un attacco politico alla scuola statale, adottato senza alcun confronto con le comunità scolastiche e le parti sociali. Una scelta calata dall’alto, basata esclusivamente su calcoli ragionieristici, che ignora le reali esigenze dei territori e dell’offerta formativa.
«Questa decisione – dichiara Serafino Veltri, segretario della UIL Scuola Emilia-Romagna – avrà conseguenze negative sulla qualità della scuola e sull’organizzazione del lavoro e finirà inevitabilmente per penalizzare tutta la comunità educante. La conseguente riduzione significativa dei collaboratori scolastici e del personale di segreteria – continua Veltri – inciderà negativamente su sicurezza, sorveglianza e funzionalità quotidiana delle scuole».
Per la UIL Scuola Emilia-Romagna governare il sistema di istruzione statale significa pianificare interventi strutturali su cui è necessario investire. Solo così si possono garantire qualità dell’istruzione e diritto allo studio.
La UIL chiede di non procedere con il commissariamento e di aprire un vero confronto con le Regioni e le organizzazioni sindacali, puntando su investimenti, organici adeguati e rafforzamento delle autonomie scolastiche. “Sulla scuola non si fa cassa, si investe” – conclude Veltri.

