Il Governo ha impugnato la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna sugli affitti brevi.

Nei mesi scorsi lo stesso atto, nei confronti delle norme volute dalla Regione Toscana, aveva visto la Consulta respingere con nettezza le tesi dell’Esecutivo. Federconsumatori Emilia-Romagna ha più volte espresso, nel lungo percorso di consultazione tenuto dalla Regione, il proprio consenso a norme che riteniamo equilibrate, non punitive degli operatori del settore e attente alle esigenze dei turisti.

Un complesso di norme che dovrebbe essere il riferimento per tutte le Regioni, che tiene conto delle differenze territoriali, e che si applica sulla base delle valutazione delle diverse amministrazioni comunali. Una Legge che ha goduto del giudizio positivo della gran parte dei soggetti consultati, con un approccio dialogante anche dei Portali che veicolano le proposte di affitto turistico.

Ora nuovamente la Corte Costituzionale si esprimerà sulla materia. Per Federconsumatori la migliore difesa della Legge Regionale è quella di iniziare da subito, nei Comuni della nostra Regione, il percorso di confronto per la sua eventuale declinazione in sede locale.

A Bologna, che ha già normato la materia, dovrebbero aggiungersi tutti i capoluoghi di provincia, oltre alle città con elevati flussi turistici. Un confronto che non necessariamente si può concludere con la decisione di contenere la crescita di affitti brevi. Confrontarsi sugli affitti brevi sarebbe una occasione per prevedere attenti monitoraggi rispetto al loro insediamento nel territorio del Comune, verificando i livelli di occupazione, l’evoluzione dei prezzi e più in generale alzando l’attenzione sulla legalità, a partire dal tema della sicurezza dei turisti. Di grande importanza sarebbe poi l’apertura di confronti nei Comuni dell’Appennino con scarsa ricettività alberghiera, dove gli affitti brevi potrebbero essere incentivati e promossi, grazie alle norme della Legge Regionale. Un aspetto che conferma che la Legge Regionale dell’Emilia Romagna non è ideologica, a differenza del comportamento di chi l’ha impugnata.