Per contribuire a diffondere una corretta informazione e favorire una maggiore consapevolezza sul tema, l’Amministrazione comunale di Medicina, in collaborazione con l’AUSL di Imola, promuove una serata pubblica di approfondimento medico-scientifico e confronto con la cittadinanza.
Mercoledì 25 febbraio 2026 ore 20.30 nella Sala del Consiglio, via Libertà 103, Medicina. Introduzione di Dilva Fava, Vicesindaca del Comune di Medicina.
Intervengono:
- Dott. Stefano Tamburro, Direttore UOC Ostetricia e Ginecologia AUSL Imola
- Dott.ssa Benedetta Orsini, Ginecologa UOC Ostetricia e Ginecologia AUSL Imola
L’iniziativa vuole essere un momento di ascolto, dialogo e sensibilizzazione, aperto a tutte e a tutti, per superare pregiudizi e silenzi che ancora oggi circondano questa patologia.
In Italia si stima che l’endometriosi colpisca il 10-15% delle donne in età riproduttiva; la patologia interessa inoltre circa il 30-50% delle donne infertili o con difficoltà di concepimento. Almeno 3 milioni le donne con diagnosi conclamata, ma il numero reale potrebbe essere ancora più elevato, considerando i ritardi diagnostici. Il picco di incidenza si registra tra i 25 e i 35 anni, ma può manifestarsi anche in età adolescenziale. (dati del Ministero della Salute)
Non si tratta soltanto di una condizione clinica: l’endometriosi ha un impatto significativo sulla qualità della vita, sulla salute psicofisica, sulle relazioni personali, sul lavoro e sulla progettualità familiare. Il dolore cronico, spesso sottovalutato o normalizzato, e il lungo percorso per arrivare a una diagnosi, comportano ricadute importanti sul benessere complessivo della donna.
«Parlare di endometriosi significa dare voce a milioni di donne che hanno vissuto il dolore in silenzio. Per questo, nel 2025 il Consiglio comunale di Medicina ha approvato all’unanimità un Ordine del giorno dedicato a questa patologia, con l’obiettivo di promuovere momenti di informazione e confronto, strumenti fondamentali per la prevenzione e la tutela della salute. È comunque necessario continuare a lavorare per ridurre i tempi di diagnosi e sostenere le donne nei percorsi di cura. Il nostro impegno è quello di costruire una comunità più consapevole e solidale, collaborando con le istituzioni sanitarie e sostenendo iniziative di prevenzione e ascolto. Solo facendo rete possiamo contribuire a migliorare la qualità della vita di chi convive con questa patologia» – dichiara la Vicesindaca Dilva Fava.

