Un sistema unico di servizi digitali per semplificare e snellire la burocrazia a vantaggio di imprese e professionisti, ma anche l’introduzione di gemelli digitali, tra cui Amartya il gemello digitale della popolazione regionale che consente di simulare l’evoluzione della povertà e valutare l’impatto delle politiche di sostegno, oltre a modelli predittivi per monitorare lo stato dell’ambiente (aria, acqua, traffico) e criticità idrogeologiche. E poi il nuovo Fascicolo sanitario elettronico (Fse), il potenziamento della telemedicina, nuove soluzioni software per ottimizzare la gestione dell’edilizia pubblica (Erp), la riduzione del digital divide grazie al lavoro sulle competenze e sulla consapevolezza nell’uso delle tecnologie ma anche a nuove infrastrutture digitali in Appennino e in pianura, garantendo scuole connesse e il Wi-fi gratuito e veloce in piazze, ospedali, biblioteche, centri sociali, centri giovanili e impianti sportivi da Piacenza a Rimini. E ancora, big data per un turismo intelligente, automazione in agricoltura per ridurre l’impatto ambientale e azioni mirate per contrastare il divario di genere nell’accesso alle tecnologie.
L’Assemblea legislativa ha approvato ieri l’Agenda Digitale 2025-2029, il documento programmatico che indica le strategie per il territorio regionale su questi temi e che prosegue sulla scia della precedente Agenda 2020-2025.
“L’innovazione tecnologica non è più un’opzione, ma un pilastro strategico per il futuro dell’Emilia-Romagna- afferma l’assessora regionale all’Agenda digitale, Elena Mazzoni-. L’obiettivo dell’Agenda digitale è orientare il progresso verso il benessere collettivo, per questo ogni avanzamento tecnologico deve servire a migliorare la vita delle persone e la qualità dei servizi in ogni area della regione. Dalla sanità alla tutela del territorio, dal mondo del lavoro alla scuola, vogliamo che il digitale diventi sempre più un acceleratore di risposte accessibili a tutte e tutti. Un impegno che prendiamo oggi, partendo da un territorio che ha il livello di digitalizzazione più elevato del Paese, con lo scopo di rendere la nostra regione ancora più forte e competitiva sui mercati internazionali e più vicina alle esigenze delle persone, delle famiglie e delle imprese”.
L’Agenda digitale è strutturata in modo da raccordare gli interventi in ambito regionale ai programmi europei e statali, e si sviluppa attraverso tre principi guida: intelligenza artificiale affidabile, sviluppo digitale sostenibile, dati al servizio di territori e comunità.
Il documento è strutturato in quattro aree di intervento: reti, infrastrutture e cybersecurity; competenze digitali; innovazione digitale della pubblica amministrazione; integrazione delle tecnologie digitali nelle imprese. Tra gli strumenti di governance della nuova Agenda digitale, sono previste l’attivazione di un Osservatorio permanente sull’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale e di un coordinamento interassessorile, a cura dell’assessorato all’Agenda digitale, per garantire che l’innovazione tecnologica sia una leva trasversale a tutte le politiche regionali.
“Una ricerca condotta da Regione Emilia‑Romagna con il supporto di Observa Science in Society ci restituisce un quadro chiaro: quando cresce l’alfabetizzazione scientifica aumentano anche fiducia e aspettative verso l’intelligenza artificiale, mentre dove le conoscenze sono più basse prevalgono timori e diffidenza. In Emilia-Romagna emerge un cauto ottimismo: il 73% dei cittadini accetta strumenti come ChatGPT se adeguatamente regolati, e c’è grande apertura verso l’uso dell’IA nella sicurezza e nella medicina. Questo ci dice che le persone vedono le opportunità dell’innovazione, ma chiedono anche regole, informazione e tutela: ed è proprio su questo che vogliamo continuare a lavorare come Regione- conclude Mazzoni-. Anche per questo siamo già al lavoro per scrivere una legge regionale sull’intelligenza artificiale che ne promuova un utilizzo etico, responsabile e strategico sia nella Pubblica amministrazione che nel sistema economico regionale, favorendo innovazione, trasparenza, tutela dei diritti e sviluppo delle competenze”.
Sul fronte degli investimenti, nel triennio 2026-2028 l’assessorato all’Agenda digitale aumenta le dotazioni per quasi 10 milioni di euro rispetto agli stanziamenti già previsti, investendo sulle reti infrastrutturali gestite da Lepida, in particolare sulle aree montane, e rifinanziando anche il progetto “Cellmon” che prevede la realizzazione di tralicci nelle aree scoperte da segnali di telefonia mobile. Sono poi previsti 800mila euro per il completamento della connessione dei Comuni della costa e dei Palazzetti dello sport attraverso la rete EmiliaRomagnaWiFi. Un milione di euro, inoltre, è destinato alla prosecuzione del progetto “Digitale Facile” per supportare cittadine e cittadini meno esperti nell’uso del digitale. Un ulteriore milione di euro è destinato agli enti locali per promuovere un utilizzo utile ed efficiente dell’intelligenza artificiale, oltre che per la definizione di un gemello digitale locale per realizzare simulazioni al servizio delle attività di manutenzione e gestione del territorio. Per ridurre il digital gender gap è infine confermato il progetto “Ragazze Digitali”, indirizzato alle studentesse delle scuole superiori per avvicinarle alle discipline Stem.
Il contesto in cui prende forma l’Agenda 2025-2029 è quella di un’Emilia-Romagna ai vertici nazionali dell’innovazione digitale. Sulla base dei dati pubblicati dal Politecnico di Milano nel 2025 la nostra regione registra il livello di digitalizzazione più elevato tra tutte le regioni italiane, con un indice Desi regionale (Digital economy and society index) pari al 59%, seguita da Trentino-Alto Adige (58%) e Lombardia (57%). Nel 2024, infine, la Commissione europea ha assegnato all’Emilia-Romagna il marchio ‘Regional innovation valley’, che vede tra i motivi del riconoscimento la gestione della trasformazione digitale.
Tutti i dettagli dell’Agenda digitale sono consultabili all’indirizzo: https://digitale.regione.emilia-romagna.it

