L’Appennino e le aree interne dell’Emilia-Romagna tornano al centro del dibattito pubblico grazie all’iniziativa“Abitare i territori fragili è possibile! – Sette montagne, otto colline e una pianura, tendenze e dati demografici”,promossa da FNP CISL Emilia-Romagna,CISL Emilia-Romagna e Fondazione Generazioni.Nel corso dell’incontro, ospitato allo Zanhotel Europa, sono stati presentati i nuovi dati Istat 2022–2024,rielaborati dai statisti e demografi Gianluigi Bovini e Franco Chiarini,che confermano un quadro complesso ma attraversato da segnali di inversione: in diverse aree di collina interna e in alcuni territori montani si registra infatti un lieve processo di ripopolamento.

Ad aprire i lavori è stato Adelmo Lasagni,Segretario regionale FNP CISL Emilia-Romagna, che ha richiamato la necessità di «dare continuità a un percorso di conoscenza approfondita dei territori più fragili, lavorando insieme a Regione ed enti locali per garantire servizi, presidio sociale e integrazione». Lasagni ha sottolineato come «il contributo dei lavoratori stranieri stia sostenendo attività economiche e tenuta demografica», evidenziando l’urgenza di «percorsi di inserimento e accompagnamento adeguati».

Nel suo intervento, l’Assessore regionale Davide Baruffi ha richiamato la portata “epocale” delle trasformazioni in corso:«Viviamo un tempo in cui le priorità cambiano rapidamente, anche a causa degli effetti delle crisi internazionali. Serve una strategia che tenga insieme sviluppo sostenibile e coesione territoriale».Baruffi ha ribadito la necessità di «destinare risorse significative alla manutenzione dei territori, alle infrastrutture,ai servizi digitali e alle politiche per infanzia, formazione e anziani», ricordando che «quando un territorio è poco abitato rischia di essere anche poco rappresentato».

Il segretario generale CISL Emilia-Romagna, Filippo Pieri,ha ricordato che la sfida demografica è decisiva per la tenuta del modello sociale: «Un’immigrazione ordinata e integrata è parte della soluzione, perché sostiene natalità, forza lavoro e welfare».Pieri ha richiamato l’urgenza di politiche abitative accessibili,fondamentali per famiglie e territori fragili, e ha ribadito la necessità di «servizi, mobilità e infrastrutture adeguate». Ha infine auspicato che la nuova legge regionale sulla natalità «rafforzi davvero la conciliazione vita-lavoro e la vitalità delle comunità».

A chiudere i lavori è stato Roberto Pezzani,Segretario nazionale FNP CISL, che ha definito i dati presentati «uno strumento prezioso che richiama alla responsabilità e stimola nuove progettualità». Pezzani ha ricordato la genesi del progetto Appennino, nato «per accendere un faro su territori invisibili e fragili», e ha sottolineato come «il leggero aumento complessivo della popolazione – circa 4.000 residenti in più – sia un segnale da non sottovalutare». «Molte aree dell’Appennino – ha aggiunto – possono invertire la tendenza demografica se si continua a investire in servizi, qualità della vita e integrazione.Questo ci impone una riflessione seria non solo sulle politiche per il ripopolamento, ma anche su quelle per l’integrazione, la coesione sociale, la scuola e il futuro del lavoro e del welfare territoriale.

La FNP e la CISL propongono alla Regione un nuovo Patto sociale per affrontare le grandi trasformazioni in corso, trasformando i dati in progetti concreti e duraturi».

L’iniziativa conferma il ruolo del sindacato come attore di conoscenza, proposta e coesione sociale, impegnato a costruire condizioni reali per rendere abitabili,vitali e attrattivii territori fragili dell’Emilia-Romagna.