Così Matteo Lepore ha formalizzato la richiesta al Prefetto di rivedere la propria decisione e promuovere la riattivazione:

“Il tavolo sfratti in questi anni si è dimostrato uno strumento particolarmente efficace per trovare soluzioni e favorire percorsi meno traumatici rispetto all’esecuzione coattiva.
Riteniamo che la mancata operatività di questo presidio rischi di aggravare le condizioni di vulnerabilità di chi è più esposto, di aumentare le tensioni sociali e, non ultimo, di determinare un ulteriore carico sui nostri servizi sociali, chiamati a gestire le emergenze.

Per questo motivo, come già rappresentato dalla Vicesindaca nell’incontro in prefettura e raccogliendo anche l’indicazione che arriva dal Consiglio comunale con il voto di ieri, ho formalizzato la nostra richiesta al Prefetto di rivedere la propria decisione e promuovere la riattivazione del Tavolo sfratti. Crediamo che il dialogo e il coordinamento nelle sedi istituzionali siano gli strumenti migliori per difendere la coesione sociale e i diritti di tutti i cittadini, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Le città italiane stanno affrontando da tempo un’emergenza abitativa in assenza di un piano casa nazionale. Il Comune di Bologna sta investendo in modo inedito sulle soluzioni, ma la città non deve perdere la propria cifra solidale e fattiva nella soluzione degli sfratti”.